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Il blog di Claudia Mancini

IL GRAZIE CHE RISANA LA TUA VITA


IL GRAZIE CHE RISANA LA TUA VITA
ovvero mi inchino o perdono

Qualche giorno fa ero al telefono con il mio carissimo Don, il monsignore amico di famiglia, assiduo lettore del mio blog, con il quale, quando capita l'occasione, scambio volentieri due chiacchiere sugli argomenti più disparati e non necessariamente a sfondo religioso.

Tant'è che ad un certo punto di questa telefonata Don, attraverso le parole di Papa Francesco, durante l'Angelus - Chi sono io per giudicare le coppie gay? E chi sono io per giudicare le coppie di fatto? '- ha cominciato a parlarmi del perdono, sostenendo che a Dio, e a Dio solo spetta giudicare e perdonare.

Premetto che quando mi capita di ascoltare o leggere quello che dicono o scrivono i personaggi di rilievo della politica, della religione o della scienza, gli studiosi in generale o gli autori più acclamati, lo faccio con la mente aperta, evitando di lasciarmi coinvolgere e fuorviare dalla fama e dalla rilevanza della persona, e prestando invece attenzione se e quanto i contenuti e i concetti altrui, sono in sintonia con i miei pensieri e i miei valori.

Anche in questo caso perciò, per nulla impressionata dal fatto che mi veniva riportato il pensiero del Santo Padre, e, con l'orecchio teso a captare i segnali che mi arrivavano dal cuore, con il sorriso sulle labbra :-) ho esclamato: 'Don, ma questo non è possibile!' Io credo fermamente che Dio è Amore e Accettazione assoluti, e come Dio Padre Creatore può solo amare tutto ciò che ha creato. Per questo sono convinta che non ci giudica, non ci condanna, e non ci perdona perché non ha nulla da perdonarci.

Personalmente credo che quella del perdono sia una sfida delle più sfidanti che, chi più chi meno, prima o poi, deve affrontare se vuole progredire lungo il cammino della propria crescita non solo spirituale, ma anche e soprattutto personale. In altre parole per vivere una vita davvero prospera in termini di salute, relazioni gratificanti e ricchezza di beni materiali, è necessario essere liberi e per essere liberi di BenEssere si devono sciogliere i lacci che ancora ci tengono legati al passato… cominciando dai nostri genitori, per continuare con gli altri e con noi stessi.

Mi sembra passato solo un secolo :-) da quando nel mio studio la persona che tra me e me chiamavo affettuosamente ' il pazientino ', cominciava a elaborare il perdono delle figure parentali, ovvero i propri genitori. La psicologia ufficiale allora, ricorreva a questo termine, - figure parentali- a mio parere, così freddo ed impersonale da privare l'intero procedimento del perdono, del pathos, indispensabile alla sua risoluzione.
Il perdono infatti non è uno stato dell'essere, ma piuttosto un processo suddiviso in due fasi ben distinte, l'una preparatoria dell'altra : la fase dell'accusa, echeggiante la rabbia e il dolore e quella del perdono vero e proprio con il quale ci si libera della rabbia e del dolore.

Una tendenza dunque, quella dell'accusa e del perdono, con le sue battute di arresto, i suoi momenti di ripensamento, le sue crisi, che si dipana nell'arco del tempo.
La maggior parte di noi credono che la fase del perdono sia quella che presenta le più grandi difficoltà, ma in realtà è quando ci troviamo ad accusare apertamente nostra madre e nostro padre per il 'male che ci hanno fatto' che scattano i blocchi e le difese. E non potrebbe essere altrimenti. Sono pur sempre nostra madre e nostro padre! Sono le persone che ci hanno donato la vita e noi, in cuor nostro li abbiamo sempre amati moltissimo e continueremo ad amarli fino alla fine dei nostri giorni. Non' possiamo' quindi e, a mio avviso, non dobbiamo proprio, come suggerisce la psicoanalisi risolvere il nostro rapporto con loro, seguendo le orme del mito di Edipo che uccide inconsapevolmente il padre Laio per sposare Giocasta, la vedova di Laio, che Edipo non sa essere sua madre.

Anche rispetto al perdono però, e per fortuna! aggiungo io :-) ci viene in soccorso ' un altro modo di vedere le cose' - per usare un'espressione cara al mio amico Italo Pintimalli -. Il padre di questo diverso e straordinario modo di vedere il perdono è il novantenne Bert Hellinger. Psicologo e scrittore tedesco. Studioso di teologia e pedagogia, che nel 1980 gettò le basi teoriche e metodologiche delle ' Costellazioni Familiari.'

Hellinger ci insegna a sentire che là dove c'è tanta RABBIA, c'è tanto dolore. Là dove c'è tanto DOLORE, c'è tanto AMORE!!!
L'Amore che ho bisogno di dare, l'amore che non ho potuto sentire!
Forse questa nostra realtà moderna, che ci sembra piena di rabbia e di dolore, è davvero piena solo di Amore! E poi non è forse per sperimentare l'Amore che veniamo in questo mondo?
E per praticare l'Amore, non dobbiamo forse prima di tutto, lasciare andare le nostre presunte buone ragioni e ARRENDERCI all'Amore per nostra madre e nostro padre? INCHINARCI a loro per tornare bambini e prendere a piene mani tutto l'Amore che hanno da darci? I genitori non sono forse coloro che abbiamo scelto per venire al mondo?
Non è forse nell'abbandono al loro amore che godiamo la gioia più intensa?

Hellinger intende la resa, come gesto di totale accettazione, addirittura come il gesto di fede più essenziale e autentico, che ci mette davvero in comunicazione con gli altri perché solo in quel momento li percepiremo come uguali a noi.
Quando ci arrendiamo, viene spontaneo INCHINARCI. E l'inchino cambia qualcosa nella nostra Anima. Quando ci inchiniamo a nostra madre e a nostro padre e ai nostri progenitori, è come se, tornati piccoli, siamo lì per per ricevere il loro amore!
E dopo essere diventati piccoli per ricevere, diventiamo grandi per dare... e i cerchi si chiudono, e la spirale della Vita si eleva sempre più in alto in un ciclo continuo dove diamo non già qualcosa che è nostro, ma quello che abbiamo ricevuto… Ed è così che entriamo nel grande flusso della Vita!

GRAZIE, MAMMA! GRAZIE PAPA'!


UN ABBRACCIO GENEROSO E BUONA VITA A TE!
Claudia






ALLA BAMBINA RISANATA



ovvero il miracolo della Vita che si ripete

Finalmente lunedì 30 maggio, il gran giorno! La mia tiroide, dopo 50 anni di onorata iperattività, con le sue grandi ali azzurre da morfo blu, sta per volar via!
Distesa sul lettino con indosso solo il camice e la cuffia di TNT, del colore della speranza, aspetto di entrare in sala operatoria. Intorno a me c'è un gran viavai di camici bianchi, con le rifiniture di vari colori a indicare i diversi reparti. Le casacche azzurre della scuola infermieri risaltano sotto le luci fosforescenti dei neon, mentre, sicura e silenziosa, arriva la divisa verde dell'anestesista. Mi sorride e con delicatezza mi infila l'ago in vena…
Sbatto le palpebre e mi ritrovo distesa sul letto della mia camera n. 7, con accanto mio marito che mi saluta con un ' come va?' Provo a rispondere 'bene', ma un blocco alla trachea mi mozza il respiro e…. non respiro, non respiro proprio più….
Mi risveglio in una stanza dal soffitto basso e le luci soffuse. Nella mia mente, assolutamente vuota di ricordi, bagliori di luce illuminano una parete di cristallo, affacciata su una distesa lattea. So che oggi è già il 31 di maggio.
Trasportata per la seconda e ultima volta in camera, vedo la faccia sconvolta di Pietro che, con gli occhi lucidi, mi sorride debolmente, e con la mano mi accarezza i capelli. Mentre scivolo di nuovo nell'oblio mi rendo conto che sono stata intubata e il contenitore del drenaggio, come una trottola abbandonata, ondeggia lentamente al fianco del mio letto.
Fin qui, sulla base dei miei ricordi, la breve cronaca del mio nuovo giorno, che nella cornice più ampia delle coincidenze e dei significati, legati alla mia storia personale, si trasforma nel racconto di un'esperienza catartica di memorie antiche, radicate nel profondo della mia anima.
Guardando agli avvenimenti degli ultimi due anni infatti, a partire dalla data dell'8 maggio 2014, giorno di inizio della mia esperienza a Imprenditori Liberi, fino a questo 30 maggio, ho avuto la percezione che ogni nuovo giorno sia stato un passo in avanti lungo il cammino della mia crescita che, come l'anello di una catena, mi connetterà a quel 'nucleo vecchio e profondo', attivato durante l'esperienza di Verona. E, aiutando Riccioli d'oro, la mia Bambina Interiore a leggere quella memoria con gli occhi dell'Amore e della Compassione, potrò finalmente chiudere il cerchio e raggiungere il mio livello superiore per riprendere il mio viaggio verso nuovi ed entusiasmanti traguardi. Non so ancora con certezza cosa è accaduto nella' loro' camera quel giorno di tanti fa, né cosa ho ascoltato dietro quella porta, quello che so è che presto, molto presto ne verrò fuori.
I miei ringraziamenti più ardenti ai medici dell'equipe di chirurgia tiroidea dell'Ospedale Santa Maria di Terni, per la professionalità e la competenza con la quale hanno svolto il proprio lavoro, e soprattutto per la tempestività con la quale sono intervenuti a salvarmi la vita: dottor Michele d'Ajello, dottor Andrea Polistena, dottor Sergio Galasse, grazie! E grazie anche per la vostra simpatia e l'infinita pazienza nei confronti di una paziente così impaziente!
La mia gratitudine va ai giovani infermieri professionisti e ai loro colleghi studenti fuori sede che con le loro flebo, gli aghi con le ali e i farmaci, come diligenti api operose, si sono presi cura di me ogni giorno, più volte al giorno. Grazie, ragazzi! Siete davvero tanti e perciò ecco solo alcuni dei vostri nomi in rappresentanza di tutti: Emanuele, Roberta, Valentina, Claudine…
Grazie agli addetti che due volte al giorno riordinano le stanze e tengono pulito il reparto in modo eccellente!
Un ringraziamento agli infaticabili operatori della cooperativa che già dalle prime luci dell'alba è all'opera per preparare migliaia di pasti per i degenti, i medici, gli impiegati e i famigliari dei ricoverati. Vi ringrazio anche per aver letto il questionario con in calce la mia firma e aver dato così più sapore alle pietanze di tutti noi!
Un sincero ringraziamento a Laura, la mia compagna di stanza e di scorribande al bar, che ha dormito sotto due spesse coperte per lasciarmi tenere spalancata la finestra anche di notte! Cara Laura non puoi sapere che regalo grande mi hai fatto, grazie!
E infine sono profondamente grata ai miei genitori che, in una fredda sera di febbraio di tanti anni fa, pregarono Santa Rita da Cascia perché mi salvasse la vita. Ora come allora un santino con l'immagine della Santa dei Casi Impossibili, messo a capo del letto numero 16 + 1, scritto a mano con il pennarello da chissà chi, ha vegliato su di me! Grazie Santa Rita!

Un abbraccio generoso e Buona Vita a tutti!

IN PRINCIPIO FU

….

ovvero la parola creatrice della nostra realtà

Con le nostre agende fitte di cose da fare e con il mito dell'efficienza, che incalza dietro le nostre spalle e quelle dei nostri figli sin dalla più tenera età, sembra anacronistico e, in certi casi, di nessuna utilità rendersi conto del forte impatto che le parole e il linguaggio in generale, come espressione verbale dei pensieri, hanno sulla realtà di chi parla e di chi ascolta.
L'aforisma ' ferisce più la lingua ( o la penna ) che la spada' è molto di più di un modo di dire perché è necessario tenere a mente che le parole, in ogni caso, danno forma, in- formano, attraverso le emozioni e le immagini, il vissuto dell'esperienza e l'atteggiamento con il quale leggiamo e guardiamo alla realtà.
Dal punto di vista energetico infatti, i pensieri vibrano ad una frequenza maggiore delle parole e le parole, a loro volta, vibrano ad una frequenza maggiore rispetto alle azioni. Ed è per questo motivo che se si vogliono creare esperienze piacevoli nella propria vita non basta scegliere pensieri orientati alla positività e correlati alle emozioni piacevoli, ma è necessario anche scegliere con cura le parole che danno espressione a questi pensieri, usando un linguaggio appropriato con la medesima frequenza vibratoria.
Per approfondimenti qui trovate il link di youtube sugli studi su i cristalli d'acqua del 'l'uomo dell'acqua', il dottor Masaru Emoto.
In questa ottica non c'è posto per il ' così tanto per dire ' e per le parolacce che saranno evitate non solo per educazione. Facciamo del nostro meglio per cancellare dal vocabolario quelle parole che ci risuonano sgradevoli in corrispondenza del plesso solare. E quando accadrà, perché state sicuri che accadrà ;) di 'perdere le staffe', usando parole in risonanza, potete rimanere agilmente in sella, cancellandole con un gesto della mano per sostituirle con esclamazioni più leggere e tutto sommato divertenti!
Vi assicuro che gli effetti piacevoli dentro e fuori di voi arriveranno quanto prima e, con un po' di impegno da parte vostra, li noterete con facilità.
Comincerete a sorridere sentendovi esclamare ' perbacco' ' accipicchia' ' per dindirindina' ' oibò' , e addirittura ' viva Maria', risollevando magari anche il morale di chi vi sta vicino.
Un'altra semplice strategia utile ad eliminare la dannosa quanto inutile abitudine della critica che, detto fra noi, fa più male a chi la esprime che a chi è indirizzata, è quella di trasformarla nell'immediato in un apprezzamento per noi stessi. Così tanto per fare un esempio il ' quanto è brutto il vestito del Tal de Tali!' diventerà ' oggi mi sento proprio bene nel mio bel vestito!' Con il tempo e la pratica, sempre per l'effetto risonanza, vi sarà più facile passare dall'auto apprezzamento all'apprezzamento delle qualità altrui.
Quando si comincia a giocare ' al nuovo paroliere', come mi piace definire questo nuovo modo di usare le parole, vi rendete conto, con un certo sgomento, che l'abitudine a determinate parole vi renderà meno facile trovare le parole omologhe positive. Eppure la lingua italiana è più ricca di parole gioiose che del resto...sta a noi e al nostro impegno sviluppare con la pratica, nel cervello le sinapsi nuove di collegamento con le nuove parole.
Mi auguro che questo post cada sotto gli occhi curiosi dei giovani che a volte, solo per sentirsi grandi ed esprimere il loro personalissimo senso di libertà, acriticamente usano un linguaggio che danneggia il loro fisico e fa male soprattutto alla parte migliore di Sé.
Un abbraccio generoso




LA FELICITA' FA I SOLDI

….

ovvero quando il ben- essere chiama benessere

Sono sicura che anche a te è capitato di pensare a qualcuno o qualcosa per poi, 'sul più bello', vedertelo comparire davanti agli occhi. Quasi una magia! Questo è proprio quello che è mi capitato pochi giorni fa. Se hai letto "Ricomincio da te" saprai che da un po' ho cominciato il mio 'nuovo' viaggio verso la libertà finanziaria, nel senso che il percorso e la meta sono rimasti uguali, quella che è cambiata e continua a trasformarsi sono io e la mia consapevolezza. In altre parole, ho tirato la testa fuori dalla sabbia con la ferma intenzione, questa volta, di trovare la risposta che, non avevo più dubbi, era giàdentro di me. Ho cominciato a domandare a Me Stessa che significato aveva, nella mia storia personale, la Fiducia. In che rapporto era con il coraggio e la paura del controllo e via di questo passo…..fino a quando, leggendo per l'ennesima volta, il bellissimo libro di Esther e Jerry Hicks ' Il denaro e la legge dell'attrazione' , mi sono imbattuta nella risposta, che è poi la chiave di lettura di tutto il libro e cioè: scegliere deliberatamente di ' Stare  bene. Sentirmi bene'
In sintesi il concetto espresso e puntualmente ripetuto da Abraham, la Coscienza Collettiva Non Fisica, canalizzata da Esther Hicks,, afferma che per creare, manifestare una vita prospera, in termini di salute, ricchezza e buone relazioni, niente è più importante che ' sentirsi bene' perché quando ti senti bene, sei in sintonia con l'energia della Fonte e il tuo disegno più grande. In altre parole per ricevere tutte le cose buone che desideri è indispensabile raggiungere prima l'allineamento vibrazionale con la loro l'essenza. Solo quando sei allineato con il Ben- Essere infatti, hai il potere di attrarre il benessere che entra così di diritto nella tua vita... con grazia, facilità e gioia :).
Questa è la Legge. Similia similibus. I simili con i simili. La Legge dell'Attrazione. La Legge dell'Universo... 'del Sole che muove la Luna e le altre stelle'…. Semplice, lineare, puntuale, rigorosa, assoluta. Se sto male, se sono arrabbiata, delusa, impaurita, preoccupata significa che sono allineata con la mancanza di ciò che desidero e quindi il risultato è di perdita, di penuria, di malattia, di povertà, di relazioni conflittuali. Se mi sento bene, se sono fiduciosa, soddisfatta, espansiva, propositiva, gioiosa, significa che sono allineata con il desiderio e quindi il risultato è successo, abbondanza, ricchezza, relazioni armoniose. Non c'è altra soluzione. Questa è la immutabile ed eterna Legge dell'Amore.
Ho cominciato da subito a mettere in pratica le 'garbate ' suggestioni, di Abraham, che mi esortava ad apprezzare ogni emozione negativa, e a guardare alla paura da una diversa angolazione, vedendola come un segnale di Re-Orientamento del pensiero e delle emozioni. Passo dopo passo, momento per momento, dopo mesi, ho cominciato a sentirmi sempre un po' meglio. Sono tornata a ridere, a scherzare, e a sperimentare un nuovo fantastico atteggiamento nei confronti dei soldi, spendendo virtualmente ogni giorno, più volte al giorno, 100 €, comprando tutto quello che mi piace. ( Se vuoi saperne di più su questo 'gioco' e i suoi stupefacenti effetti sulla tua vita, lascia un commento. Sarò felice di risponderti qui sul blog….così da condividere il gioco anche con gli altri lettori. :-) )
In sintonia con la Legge e in allineamento vibrazionale con i miei 'nuovi', pensieri orientati al benessere, altri episodi 'simili' entrano nel mia vita.
'La Felicità fa i soldi', è il leitmotiv di Money Surfers. Questo sito di trading online, http://moneysurfers.com/, che coniuga soldi e spiritualità, ha postato sulla sua pagina FB un interessante articolo dal titolo: 'Un mondo verso la ricchezza consapevole' che riporta una citazione di Publilio Siro, liberto della Repubblica Romana, che divenne ricco, percorrendo un cammino spirituale: ' Il denaro è utile sotto la guida di una forte anima.'
E ancora ' Il Calendario Filosofico ' ha postato sul mio diario questa citazione di Oprah Winfrey ' Se guardi quello che hai, avrai sempre di più. Se guardi quello che non hai, non ne avrai mai abbastanza.' Un altro modo per dire che ' A chi ha, sarà dato e sarà nell'abbondanza, e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha' ?
Insomma io, già precaria del ben-essere, nonostante il benessere, lasciata la vittima in balia dell'ego, finalmente libera, ho raccolto il preciso e puntuale legame di causa ed effetto nella mia vita tra fatti e sentimenti, tra risultati e atteggiamenti rispetto ai soldi, alla salute e i rapporti con gli altri.
Il gioco perverso, oltre che inutile, del ' colpa tua' 'colpa mia' 'colpa loro' si sta trasmutando, ogni giorno un po' di più, nel più efficace e benefico esercizio della 'lista dei desideri'. Quando deliberatamente scelgo di sentirmi bene, trovando almeno una ragione per esserlo, la catena dei pensieri, sotto il controllo del sistema di Guida delle emozioni positive, mi porta là dove voglio agire, avere e vivere la vita che desidero, consapevole di ricevere solo e soltanto il contenuto dei miei pensieri.
Il viaggio continua e ogni nuovo giorno porta con sé un nuovo inizio...ed ora che so come arrivare….l'importante è solo andare!
Buona Vita! Alla prossima!
Un abbraccio generoso



L'INSALATA DI SISTO V°





PALAZZO PERETTI  MONTALTO - BELEI a Civita Castellana.







L'insalata di Sisto V°
ovvero l'autoinganno della realtà oggettiva.
(con il contributo di mio marito Pietro Belei)



Erano giorni che, senza alcun risultato, tentavo di scrivere il nuovo post della settimana, quando questa mattina Pietro mi ha raccontato un aneddoto, divenuto con il tempo proverbiale, sulla vita di Sisto V°, il così detto ' papa tosto' , che rivisto e corretto per esigenze di pubblicazione, suona più o meno così.
Ai tempi della Roma papalina, quando una persona aveva bisogno di un aiuto economico si era soliti dire: 'Ci vorrebbe l'insalata di Sisto V°!', facendo riferimento ad un episodio realmente accaduto nella vita di Felice Peretti, che da frate povero, dopo una brillante carriera nelle gerarchie ecclesiastiche, salì, ricchissimo, al soglio pontificio nel 1585.
Sulla vita e sulle opere di questo papa fiorirono molti aneddoti. Tra questi, 'l'episodio dell'insalata' è forse quello meno conosciuto, ma che più dà prova dell'ingegno e la creatività del papa marchigiano.
La storia narra che quando il papa era un semplice frate aveva stretto amicizia con un giovane avvocato romano. La loro amicizia durò per lunghi anni fino a quando Felice Peretti divenne cardinale. Quando diventò papa sembrò non ricordarsi più del suo amico che, nel frattempo, a causa di diverse traversie familiari, che lo avevano ridotto in miseria, si era gravemente ammalato.
Il Caso volle che il medico che fu chiamato per curare l' avvocato ormai ridotto in miseria, era anche il medico personale di Sisto V°. E come di solito avveniva a quei tempi, il malato, per rispondere alla domanda ' cosa c'è che non va?' confidò al medico non solo i suoi problemi di salute, ma anche quelli finanziari.
L'archiatra pontificio, venuto a conoscenza della trascorsa amicizia dell'avvocato con il papa, appena ne ebbe l'occasione, durante un consulto in Vaticano, trovò le parole adatte, evitando cautamente e abilmente qualsiasi accenno alla amicizia pregressa, per descrivere al pontefice, lo stato di salute di un avvocato, suo paziente, e le condizioni di miseria in cui si trovava, che, a suo giudizio, erano la vera causa della malattia.
Il giorno dopo il pontefice, incontrando di nuovo il suo medico, lo informò che, desideroso di aiutare quel malato del quale gli aveva parlato il giorno prima, gli aveva mandato in regalo un'insalata, dicendosi certo che l'avrebbe guarito!
Quando il medico, alquanto perplesso, uscì dal Vaticano si avviò di buon passo verso la casa dell'avvocato, curioso di sapere come stava. E trovandolo allegro e quasi completamente ristabilito, chiese di vedere l'insalata 'miracolosa'. Gli fu presentata allora una grande cesta piena di semplice cicoria che, secondo il suo parere professionale, in alcun modo avrebbe potuto recare beneficio alla salute del malato.
Ma il medicamento 'miracoloso' c'era eccome! Si trovava proprio lì sotto i suoi occhi che 'ipnotizzati' dalla cicoria….non avevano ancora visto che la grande cesta in cui l'insalata era contenuta….. era tutta d'oro massiccio!
Noi possiamo, se vogliamo e, a volte, dobbiamo cambiare prospettiva, punto di vista e adottarne un nuovo, più autentico, che appartenga cioè solo a noi, al vissuto della nostra storia personale e non già a quella della nostra famiglia o al periodo storico in cui siamo nati.
In altre parole siamo i soli responsabili della nostra Vita, e come tali, solo noi possiamo decidere di lasciare andare le convinzioni limitanti, gli schemi mentali negativi del passato che è nostro e di nessun altro, per diventare davvero d'ora in avanti la persona che abbiamo scelto di ESSERE.






PALAZZO PERETTI  MONTALTO - BELEI a Civita Castellana.