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Il blog di Claudia Mancini

EMERGENZA SPIRITUALE



Il viaggio dell'Essere in Divenire

In una giornata uggiosa, come può esserlo una domenica di inizio settembre qui nell'isola di Santo Domingo, stimolata forse dal cielo lattiginoso che si riflette nell'oceano color dell'acciaio e la brezza che spira leggera tra le palme, mi lascio trasportare dalla scia dei ricordi che dolcemente mi riporta a rivivere le sensazioni, le emozioni intense e drammatiche delle tre settimane durante le quali inaspettatamente e spontaneamente i contenuti dell'inconscio sono emersi tumultuosamente dalla profondità del mio essere per esplodere in un geyser di energia luminosa sulla superficie della coscienza, rompendo gli argini dell'io.
A queste straordinarie esperienze Stanislav e Cristina Grof , hanno dato il nome di 'emergenze spirituali', intendendo con il termine 'emergenza' tanto una circostanza critica imprevista, quanto un contenuto che affiora alla luce e che ha a che fare con il rapporto dell'uomo con il divino.
Per me non è certamente facile scrivere sulle pagine del blog di questo evento, che a distanza di 20 anni dal primo, è esploso ancora in modo drammatico lungo il cammino della crescita personale e se ho deciso di condividerlo è perché mi auguro possa essere di sostegno e conforto a chi ha già vissuto o sta vivendo una emergenza spirituale e soprattutto a chi ha un famigliare, un amico ed anche un paziente nella medesima condizione.
Nelle persone predisposte, gli eventi che scatenano la crisi sono diversi, come d'altro canto diverse sono le forme e i contenuti dell'emergenza in relazione con le esperienze, le storie e i percorsi personali , ma i più frequenti sono: il dolore intenso per la morte di una persona cara; una malattia significativa come il cancro; il parto; l' aborto; un intervento chirurgico importante e infine la mancanza di sonno.
Senza voler tracciare un quadro teorico di queste esperienze che, a mio parere in ogni caso sono da considerarsi come eccezionali opportunità di rinnovamento profondo, ho messo a tacere l'ego e ogni sua remora o perplessità, dettata più dalla paura del giudizio che da una autentica e sana riservatezza, per indicare, a partire dalla mia personale esperienza, quali sono gli elementi distintivi di un'emergenza spirituale e soprattutto quali sono i comportamenti da evitare e quali da adottare.
E' importante innanzi tutto sottolineare che la persona che è in emergenza spirituale, è consapevole di essere responsabile di tutto quello che sperimenta, delle immagini che vede, delle voci che sente, delle emozioni e dei sentimenti che prova a differenza di chi vive un episodio di delirio psicotico, quando attraverso il meccanismo della proiezione, scarica la causa dei suoi problemi sulle spalle degli altri dai quali si sente addirittura perseguitato.
La persona in emergenza spirituale si rivolge ad un medico o ad uno psicologo per essere rassicurato di non essere uscito fuori di testa e per essere aiutato ad affrontare la crisi. Diversamente la persona delirante non si rivolge quasi mai ad un esperto per chiedere aiuto né tanto meno per essere rassicurato sulle sue condizioni, dal momento che non ha alcun dubbio di essere sano di mente , e quando chiede una consulenza il suo unico obiettivo è , ad esempio, la denuncia del vicino di casa che vuole attentare alla sua vita. Durante un'emergenza spirituale si è pervasi da un profondo sentimento di connessione con l'Universo, quello stato che i santi hanno definito unione mistica con il divino dal quale ci si sente protetti e al quale ci si affida senza riserve.
Anche i sintomi e i disturbi fisici che accompagnano l'emergenza possono avere un carattere transitorio, collegato strettamente all'esperienza e scomparire nelle fasi terminali del processo.
Durante la mia recente crisi ad esempio, ho avuto una persistente e dolorosa infiammazione agli occhi, resistente a qualsiasi tipo di collirio, che si è risolta spontaneamente, senza che l'oculista trovasse una causa specifica. Durante le diverse fasi del processo ho notato che il bruciore e la lacrimazione si intensificavano in risposta a determinate situazioni o a persone particolari.
L'emergenza spirituale quindi non è una psicosi e l'ospedalizzazione o l'assunzione di sedativi o calmanti non solo non è appropriata, ma sono elementi che bloccano il processo di rinnovamento, limitandone così l'effetto curativo di auto guarigione. Mi rendo perfettamente conto che la medicina ufficiale e la psichiatria in particolare non hanno ancora raggiunto le competenze necessarie per accogliere positivamente e con una mentalità aperta l'aspetto positivo di questi processi di trasformazione, che recano con sé tutta la saggezza e il potere dell'intelligenza superiore racchiusa nella parte più profonda di ogni uomo.
Per quanto riguarda le mie due crisi più importanti, se non sono stata ricoverata o curata con psicofarmaci di vario tipo, il merito va a mio marito Pietro che il 20 luglio pur di starmi accanto non ha esitato a tornare in Italia con un volo transoceanico per accompagnarmi in macchina il giorno dopo a Verona ,dove avevo un appuntamento al quale non potevo e non volevo mancare. Anche in questa occasione, come in quella di 20 fa, mi è stato vicino con amore, comprensione e infinito coraggio assecondando i miei comportamenti a dir poco, davvero bizzarri...
Grazie Pietro, amorevole compagno della mia vita! Sono infinitamente grata a don Marco Cocuzza, della cui amicizia e stima non ho mai dubitato neanche nei momenti più 'emergenti '. Sono grata a mio figlio Lorenzo che, mettendo da parte la sua preoccupazione per le mie condizioni, quando Pietro lo ha chiamato, senza fare troppe domande, è venuto in mio aiuto.
La mia gratitudine più sincera e affettuosa va inoltre a Danielina , mia fidata collaboratrice da 14 anni, che, per tre settimane, notte e giorno mi è stata vicina con discrezione e gentilezza.
Un ringraziamento sincero al direttore dell'accademia di Imprenditori Liberi e a sua moglie, al mio tutor, che hanno riservato a me ed eccezionalmente anche a mio marito, un accoglienza distinta da rispetto e accettazione autentici. Ed infine voglio ringraziare gli Imprenditori Liberi, Marco e sua moglie Paola , che, seppur inconsapevolmente e ignari della mia crisi, mi sono stati vicini con i loro consigli professionali e la loro amicizia.

Un abbraccio generoso

LA SCELTA PIU' DIFFICILE E'...SCEGLIERE!




Sia che ne siamo consapevoli o meno, ogni qualvolta che facciamo una scelta, facile, quando decidiamo di indossare il cappotto in una giornata fredda, o, difficile, quando decidiamo di cambiare lavoro, dobbiamo affrontare e risolvere il conflitto che è parte integrante e indissolubile della scelta stessa. In altre parole, a partire dalla cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden, l'uomo non può esistere evitando di fare scelte, tant'è che anche quando sceglie di non scegliere, prende comunque la decisione di evitamento del conflitto.
Ma cos'è che rende così difficile questo processo? Per rispondere alla domanda credo che sia opportuno partire con il definire il concetto di conflitto ed elencare le sue tipologie. Per la psicologia il conflitto è 'lo stato di tensione nel quale una persona viene a trovarsi quando è sottoposto alla pressione di impulsi, bisogni, e motivazioni contrastanti.'
Quando questi fattori sono legati ad una situazione creata dalla persona stessa, si parla di conflitto intrapsichico o interiore, al contrario quando la situazione trae origine da altre persone, il conflitto si definisce interpersonale o esteriore. L'etimologia del termine, composto da cum (con) e fligere (combattere), presuppone che l'immagine associata al significato di 'combattere con ' suggerisca lo scontro tra due idee o identità, distinte o contrapposte.
Queste 2 categorie sono a loro volta suddivise in 3 tipologie 1) conflitto adiente - evitante (scelte contrassegnate dal segno + e -); 2) doppiamente evitante ( - -); 3) doppiamente adiente ( + +).
Da questi elementi teorici si evince che ogni scelta è una sfida alla nostra capacità di tollerare emozioni e stati d'animo propri della situazione di conflitto che si sta vivendo a livello conscio o inconscio.
Primo fra tutti il senso di frustrazione dei bisogni non soddisfatti e dei desideri non realizzati. Quanto più è alta, in una condizione di conflitto interpersonale, la capacità dell'individuo di tollerare l'ostacolo e procrastinare la soluzione, tanto maggiori sono le probabilità di successo dei risultati di una scelta efficace. Nel conflitto intrapsichico invece entrano in gioco altri elementi che sfidano la libertà della persona a dire di no, accettando la possibilità di deludere le aspettative e essere privato dell'approvazione dell'altro.
Ma c'è ancora un elemento comune a tutte e tre le tipologie, che personalmente ritengo essere la forza 'deterrente' nella pratica delle scelte più importanti lungo il cammino di crescita personale di ogni Essere in divenire e che ne qualifica il coraggio delle azioni. Il suo nome è il potere di ' lasciare andare '. Per lasciare andare infatti, le cose, le persone, le situazioni, si deve essere disposti a vivere il lutto per ciò che è stato e che non tornerà più e il senso di solitudine che naturalmente accompagna le scelte 'impopolari ' e le decisioni autentiche ma non ortodosse.
La cultura romantica e la religione cattolica di cui è intrisa la nostra società, ponendo l'accento sulle uguaglianze piuttosto che sulle differenze, esorta alla conciliazione, all'accordo ad oltranza a discapito delle differenze individuali, che sono considerate elementi di disturbo della stabilità sociale. In realtà credo che, coltivare un atteggiamento di apertura verso il confronto delle differenze, a qualunque livello, individuale, razziale, religioso o etnico, educando le persone all'autodeterminazione, e accettando e sostenendo la propria ed altrui diversità, sarebbe davvero un ottima ed efficace scuola di preparazione al cambiamento. Perché a ben vedere che cos'è il cambiamento se non la predisposizione all'adattamento all'ambiente attraverso il processo decisionale? Ne consegue che quanto più alto è il nostro livello di consapevolezza, tanto più importanti sono i risultati o meglio gli effetti delle scelte sulle nostre vite e soprattutto questo tipo di decisioni ci mettono al riparo dai ' colpi del destino ' , che, sebbene sembrano abbattersi all'improvviso su di noi,i n realtà sono l'effetto del nostro modo di non – azione, passivo e un po' infantile di porci rispetto alle situazioni.
Se davvero vogliamo che niente sia più come prima, dobbiamo fare scelte diverse per avere risultati diversi, altrimenti come recitava il grande Albert Einstein, 'è follia aspettarsi che le stesse azioni di sempre diano risultati differenti.'

Un abbraccio generoso

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PENSI O SAI?

PENSI O SAI?
L'esperienza fonte di consapevolezza

La coscienza è il teatro, e precisamente l'unico teatro su cui si rappresenta tutto quanto avviene nell'Universo, il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto, e al di fuori del quale non esiste nulla.  (Erwin Schrodinger.)

' Pensi o sai? ' Da questa domanda che è uno dei leitmotiv dell'accademia di Imprenditori Liberi, in questi ultimi giorni di agosto che segnano la fine delle mie vacanze, ho cominciato a riconsiderare la profonda e significativa differenza tra pensare e sapere e in particolare il diverso impatto che le due modalità, che mi piace definire la prima logica e analitica e l'altra creativa, e sintetica, hanno sul processo di crescita personale.
In accordo con la definizione che identifica gli uomini come ' Esseri Divini venuti al mondo per 'vivere' un'esperienza terrena, calati in un corpo che di questa esperienza è lo strumento unico e privilegiato ' credo sia legittimo almeno dal mio punto di vista, considerare l'esperienza attraverso l'azione, 'conditio sine qua non ' che qualifica, valorizza e soprattutto dà un senso al nostro progetto di vita.
L'origine greca di empeirìa, composta da en cioè in, all'interno, e peira cioè prova, vuole significare che con l'esperienza il soggetto è in grado di saggiareall'interno la realtà.
In altre parole il pensiero non aggiunge e non toglie nulla alla nostra consapevolezza a differenza dell'esperienza che sempre e in ogni caso la modifica a più livelli con risultati consci e inconsci.
La paura ad esempio è un processo istintivo che affonda le sue radici nel cervello rettiliano che per sua natura reagisce piuttosto che rispondere agli stimoli ed è certamente sbagliato pensare,o peggio, credere che seguire l'istinto ci protegga dal pericolo o ci salvi la vita. E' esattamente il contrario. Quando scoppia un incendio in un cinema, gli spettatori che si accalcano e bloccano le uscite, sono dominati dall'istinto che governa, come un burattinaio tira i fili delle sue marionette, l'azione al posto loro che reagiscono alla paura piuttosto che dominarla con un'azione efficace e mirata.
La paura infatti appartiene alla mente e all'ego e c'è un unico modo per affrontarla: il coraggio, l'azione intuitiva, o se preferite , il Cuore in azione.
Il pensiero fine a se stesso è mera speculazione, è la mente che riflette se stessa, è un processo di pura astrazione, dove è vero tutto e il contrario di tutto e in ogni caso l'ego ha sempre ragione.
Il Cuore invece è azione, è l'Essere in divenire, è la ricerca della verità, è il cammino intriso di ' lacrime, sudore e sangue ' ,faticoso, impegnativo, lungo il quale l'importante è rialzarsi, dove il successo è la somma dei nostri fallimenti passati, dove si procede per tentativi ed errori, dove si ha l'umiltà di accettare che sbagliando si impara e dove in ogni caso il Cuore sa di aver diritto alla felicità e per questo è disposto a lasciare andare la ragione a chi la pretende a gran voce.
In questa nuova era dell'acquario appena cominciata, momento per momento si fa più intensa per molti uomini l'urgenza di adattarsi al cambiamento perché in questo Universo dove nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma è questo il messaggio del Cuore che ci invita a fare un piccolo atto di coraggio ogni giorno così che la paura bussando alla nostra porta non trovi nessuno.
E per saperlo? non c'è che un modo … provare !
Un abbraccio generoso



NON C'E' INIZIO SENZA FINE



Benvenuti su la pietra di guarigione, affezionati lettori del mio blog. Finalmente il grande momento è arrivato: fervono i preparativi, i passeggeri sono  già a bordo e i marinai sono pronti a sciogliere gli ormeggi e a levare l'àncora. Il nostro viaggio verso la meta sta per cominciare, ma...prima di affrontare il mare aperto, qualcosa dentro di me, che ha la voce ' scomoda e fastidiosa' delle cose lasciate in sospeso, mi avverte che non c'è inizio senza fine e mi rendo conto che per non rinunciare e lasciare andare davvero ciò che è stato, devo chiudere con il passato scrollandomi di dosso la zavorra di quello che non è stato detto, delle risposte non date e in ogni caso di quello che sento deve essere chiarito.
Ed è così che decido di ritornare al mese di ottobre 2012 cliccando su http://www.lapietradiparagone.org/blog/2012/10/13/SOGNANDOSANTO-DOMINGO-.aspx  dove racconto del mio incontro online con il sito www.caraibicasa.com di Aldo Breda e Roberta Contessi e la mia prima video chiamata Skype con Roberta.
Di questo articolo non voglio smentire nulla e perciò me ne assumo la piena responsabilità, ma a distanza di quasi due anni, sento l'urgenza di chiarire alcuni punti a beneficio dei molti lettori che mi seguono.
Ancora oggi con gli italiani, amici o semplici conoscenti che vogliono avere notizie, o sono già in procinto di partire per la Repubblica Dominicana, meglio conosciuta come l'isola di Santo Domingo, condivido le informazioni, i suggerimenti che Roberta spartì con me nelle nostre frequenti chiamate via Skype. E ogni qualvolta torno sull'isola, quando, in attesa che i lavori di ristrutturazione de ' Las Mariposas ' siano terminati, apro la porta de ' la Casita ' il mio pensiero e la mia gratitudine vanno a Roberta che trovò per me proprio la casa in stile coloniale che desideravo e... non solo...perché l'Universo con la sua generosità mi sorprese una volta di più, regalandomi molto altro ancora!
Non posso dire altrettanto di Aldo che nella sua veste di 'agente immobiliare ' ha in conto esclusivamente l'interesse personale a spese naturalmente del compratore e all'insaputa del venditore. In altre parole il suo scopo è fare l'affare, concludere la trattativa, intascare la provvigione dal proprietario e abbandonare a se stesso il malcapitato che avuto l'ingenuità di sentirsi al sicuro e protetto per il solo fatto di parlare la stessa lingua e in alcuni casi essere nato nella stessa regione italiana.
Per quel che riguarda l' acquisto de ' Las Mariposas ' dopo aver atteso per giorni una risposta del proprietario che, a detta di Aldo, era impegnato a consultarsi con i suoi famigliari, e mentre tenevo a bada l'ansia facendo i miei quattro passi sulla via del Cuore http://www.lapietradiparagone.org/blog/2012/12/13/LA-VOLONTA-DA-SOLANON-BASTA-.aspx , durante la cena dell'ultimo dell'anno 2012, seduta al tavolo con la mia amica Marissa, proprietaria della Puntilla il suo commercialista con la numerosa famiglia al seguito, mi si è accesa la classica lampadina e senza pensarci due volte, con le poche parole di spagnolo che conoscevo, mi sono rivolta a don Manuel, gli ho mostrato la foto della villa sul mio Iphone e gli ho chiesto di aiutarmi.
Ed è così che finalmente sono stata presentata al titolare della DAF, l'agenzia che aveva in esclusiva il mandato di compravendita.
Inutile dirvi, ma in questo caso, è utile e necessario, che Aldo ci aveva mentito. Non c'era infatti nessuna consultazione famigliare e nessuna decisione da prendere da parte dei proprietari e di conseguenza nessuna risposta in arrivo.
Ho scoperto poi che il figlio dell'anziano proprietario più di una volta aveva invitato Aldo a rivolgersi all'agenzia il cui numero di telefono campeggiava a lettere cubitali sul cartellone appeso ai rami dell'albero di 'caoba' davanti a la casa. L' identico suggerimento lo aveva dato già mio marito ad Aldo che però aveva risposto che ' a Santo Domingo non c'è l'esclusiva e tutti possono vendere tutto '… naturalmente era una 'bugia '.
Se non temessi di cedere alla polemica o peggio, scadere nel pettegolezzo, potrei 'arricchire', si fa per dire, il racconto di questa esperienza con altri particolari... ma è oramai tempo di lasciare davvero il porto e salpare verso nuovi lidi... si parte...
Un abbraccio generoso






Il Cuore mio è matto

Il Cuore mio è matto ..e per questo salta di palo in frasca...come una rana..in un stagno..e a stargli dietro...c'è di che impazzire!!!! @.@.
Per questo IO sempre IO @___@ a voi che ve svejate, ( ogni mattina con un sorriso copiato e incollato e perciò tuttappiccicato su le faccie da pajacci che v' aritrovate) pe' inondà er Mondo Nostro, Mio e pure de quelli de Core come me, che è Grande ( nel senso che è pieno de' gente che so' brave persone de per se stessi... siano essi poveri e ricchi- signori e poveracci d'istruzione inferiore e superiore, casalinghe e lavoratori, impiegati di concetto e commesse - ereditiere, o quelli che campano de rendita- -italiani, europei e extracomunitari - da sinistra, a destra - da nord a sud, isole comprese - abili e diversamente abili, - nubili e celibi,- padri e madri,- fratelli e sorelle,- credenti e miscredenti- in abito talare e in giacca e cravatta,- in divisa con il cappello con la visiera, o con la tunica e il turbante - coniugati e vedovi,- accompagnati e conviventi,- single in cerca d'avventura, e single di ritorno in cerca de la seconda occasione... inzomma Noi de sto Grande Mondo stamo in ogni dove, come d'artro canto, voi, der vostro piccolo mondo, meno bravo e davvero infame, ma pe' fortuna numericamente inferiore al nostro) , co ' le vostre acque scure, antropicate da la melma zozza de le fantasie vostre più perverse e da i penzieri - pure questi sempre partoriti diabolica mente da per voi - qui a voi rimembro quello che, IO de là e sine die arì cordo a voi, ovunque state, e subbito ve vojo rammentà... du' punti eppure 'scritto grande'... FATELA FINITA punto esclamativo...e siccome è già da mpò che fate gli gnorri...sturateve bbene l'orecchie nel qui ed ora...così non potete dì..che non avete sentito e non avete capito ciò...ari du punti: I GIOCHI SO' FINITI ...e ME VOJO ILLUDE CHE ARMENO PE' STA VORTA...'A MENTE VE SUGGERISCA DE' MOLLA' ...PERCHE' SE ANCORA NUN L'AVETE CAPITO, VE LO DICO IO....AVETE PERSO LA PRESA...AVETE MANCATO IL BERSAGLIO... AVETE F A L L I T O.
e come dico IO ..sempre IO ...MA DAVVERO AVETE PENZATO CHE FOSSI SCEMA ???....a costo de esse autoripetitiva nel senso de cità me stessa ancora una vorta ..pe' famme capì da voi ...che fate i sordi der compare....IO SONO IO.... MARIA CLAUDIA MANCINI ..LA PIETRA DI PARAGONE...QUELLA CHE E' STATA CHIAMATA A RIMETTE LE COSE A POSTO... A FA' LA MATTA GIOCANDO BENE IN CASA...E ANCORA MEJO FORI CASA.@____@ 

Questo articolo è l’ultimo della pietra di paragone nella sua vecchia veste….a breve ci sarà un restyling se non totale certamente importante che trasformerà la pietra di paragone in pietra di guarigione, da diaspro nero a verde avventurina… Grazie a tutti coloro che mi hanno seguito fino a qui e che vorranno seguirmi ancora verso l’oltre, al di là del tempo e dello spazio, là dove ci porterà il Cuore.
Dedico questo ultimo e primo articolo a Tutti i Folli di Cuore che in ogni luogo e in ogni tempo sono qui chiamati a ripulir il mondo da coloro che folle-mente pensano di aver successo perché appunto pensano e non sanno che solo coloro che vincono davvero brindano, mentre essi incessante-mente spiegano le ragioni della loro mente che mente, mente però solo a sé, mentre noi Folli di Cuore siamo sinceri e in verità ascoltiamo solo il nostro Cuore che con il Sé ci parla d’Amore. Grazie, Vita!
Un abbraccio generoso

Maria Claudia Mancini