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Il blog di Claudia Mancini

GRUPPO QUANTICO...AD MAJORA!!!


GRUPPO QUANTICO...AD MAJORA!!!
ovvero vado avanti io che a voi ve vie’ da ride

Eccomi di nuovo!Cari lettori e care lettrici, di nuovo, BENTROVATI E BENTROVATE ! Questa volta sono qui con voi sulla ‘ pietra di guarigione’ per darvi la novità del giorno, che, a dir la verità, è l’ultimissima della notte appena trascorsa…

Questa mattina infatti ho deciso di uscire dal gruppo FB ‘ Il Potere del Cervello Quantico’ del quale, dal mio punto di vista, come ben sanno coloro che hanno letto http://www.lapietradiparagone.org/blog/2016/07/06/IL-SOCIAL-LEADER.aspx Italo Pentimalli è l’ASL ovvero l’Autentico Social Leader...mica l’azienda sanitaria locale!!!

Sono sicuro...sono sicura che ora ci dice il perché ha preso questa decisione - penserete voi, miei grandi lettori e mie grandi lettrici – invece, come Collodi, a modo mio vi dico:
No, cari lettori e care lettrici del mio blog, questa volta, mi dispiace, avete sbagliato.
E ora vi dico anche il perché...della serie: chi è davvero Se stesso è inimitabile. Sempre!

In parole semplici e non povere, brevemente, vi dico, cari lettori e care lettrici della pietra di guarigione, che rifiuto di esporvi i motivi della mia uscita dal gruppo perché ho ‘scoperto’ che la chiarificazione il chiarimento, la delucidazione o in qualunque altro modo volete definire questo processo non è altro che un modello in miniatura del programma più vasto che lo contiene…. Insomma un frattale di quell’unico super programma che io, che di controllo e controllori me ne intendo :-) ho chiamato giustappunto ‘Il Controllore.’
http://www.lapietradiparagone.org/blog/2016/05/03/CHI-CONTROLLA-IL-CONTROLLORE.aspx
Il broccolo ad esempio è un tipico frattale perché è composto da tanti ‘piccoli broccoli’ che lo compongono e in esso sono contenuti. Tra i frattali, realizzati dall’uomo, le matrioske russe e le scatole cinesi invece, sono quelli più famosi.

Il Controllore è un super programma con il quale veniamo programmati, chi più chi meno, dall’età dei 2 anni, mese più mese meno. E’ questa infatti l’età in cui bambini dopo aver imparato a camminare, vengono educati all’uso del ‘vasino’ e ‘spontaneamente’ cominciano a rispondere ‘no’… ‘non lo voglio’… ‘non mi va’ ‘non mi piace’ Chissà...forse il bambino di quell’età può essere considerato il frattale dell’adulto che impone, comanda, vuole sempre avere ragione?...della serie: ai posteri l’ardua sentenza!

- Si va be’- penserete voi, cari lettori e care lettrici, e vi domanderete pure - ma perché o meglio a cosa serve il super programma? - Ecco! Questa domanda mi piace e ho pure la risposta pronta... che vale per due..
State in campana, però... forse non è quella che vi aspettate...chi lo sa!?...non vi rimane che...aspettare!

Squillino le trombe! Rullino i tamburi! Ecco a voi Sua Maestà, la Regina... LIBERTA’ DELL’ESSERE !!!
Dite la verità ...non è questa la risposta alla quale avevate pensato…
Però se vi fermate un attimo a riflettere, la risposta non poteva che essere LIBERTA’ per tutti: voi, loro, noi, e non per me sola!
IO SONO infatti è la massima espressione dell’Essere Chi... Io Sono ovvero Me Stesso Me Stessa. Il Sé, il Sé Superiore o il Grande Sé, come lo chiamo io :-) altro non è che l’Io che riflette l’Io, ovvero è il Sè Superiore che si riflette nell’Io...niente a che vedere con l’ego e gli aggettivi che cominciano con l’ego: egoista...egoico...egocentrico…
e molto a che vedere con i verbi ( le azioni ) che finiscono con SI: amarSI...stimarSI...domandarSI...risponderSI...approvarSI..accettarSI...crederSI... così all’infinito…
della serie: mi piace credere a quello che io vedo con i miei occhi e… così, per magia, ho visto non un asino, ma addirittura Cavallo defecare ‘immantenente’ tanti soldi e volare da me per farmeli avere!
Ecco perché, per come la vedo io, ora, e per quello che io ho imparato dall’esperienza fino a qui, dire prima di tutto a Me Stessa, alla Vita è un Valore Assoluto.
Per proteggere la LIBERTA’ DI ESSERE ME STESSA e procedere così nel mio cammino, sempre e in ogni caso scelgo consapevolmente di andare al di là delle regole perché le regole, sempre e in ogni caso sono il risultato dei programmi di controllo di altri su di me e la mia vita….della serie: Ringrazio il controllore, rifiuto e vado avanti!
E sapete che c’è? ...tra dire e il fare...io preferisco stare zitta e farMi gli ‘affari’ miei!!!

W LA VITA! OMAGGIO LA VITA CHE SE LO MERITA E... PURE ME!!!


COSA C’E’ TRA IL DIRE E IL FARE?


#IoRifacciolaFraseFatta

Eccomi qua! Cari lettori e care lettrici, BENTROVATI e BENTROVATE! Sono felice di essere di nuovo qui con voi sulla ‘ pietra di guarigione ‘ per darvi le ultime notizie.
Le prime due sono in verità due nuovi elementi che trovate nella prima riga di testo e che ho inserito, pensando a voi. Da questo post in poi infatti, mi rivolgo tanto ‘ai lettori’ quanto ‘alle lettrici’, usando ogni volta e il plurale maschile e il plurale femminile E uso le lettere maiuscole solo per indicare ENTUSIASMO O GIOIA. In altre parole d’ora in poi, cari lettori e care lettrici della pietra di guarigione, sapete che le parole o le frasi urlate qui sono solo gridi di gioia e di entusiasmo. E, per come la vedo io, credo che, se mi seguirete come avete fatto fino ad ora, aumenterete la vostra frequenza vibrazionale perché l’entusiasmo e la gioia sono altamente contagiose, di sicuro molto più della noia e della tristezza...della serie: voi ci credete e voi li vedete! #CrederexVedere
Per quello che riguarda me, la prima novità è che ora meglio di prima, uso FB per pubblicare post, commenti, foto e video sulla pagina Il blog di Claudia Mancini e nel gruppo pubblico di Italo Pentimalli Il Potere del Cervello Quantico...della serie: Ieri bene, oggi meglio e domani meglio del mio meglio! #SemprediBeneinMeglio.
Al mio caro amico Don invece suggerisco di guardare in basso a sinistra della pagina del blog, dove c’è l’icona con una effe bianca su fondo azzurro. E, in un battibaleno, come per miracolo, con un semplice clic, verrà trasportato in una nuova pagina del mio blog, in un’altra dimensione, quella del social network più famoso al mondo, dove posare gli occhi, senza metterci la faccia ovvero FB!
E, per come la vedo io, credo che Don, frequentatore abituale delle segrete stanze e visitatore per caso della mia pubblica pagina, perplesso, si domanderà se è proprio vero che i soldi non fanno la felicità o è la felicità che rende ricchi...della serie: Essere felici o Avere tanti soldi è un dilemma. Essere Felici con tanti soldi è la soluzione!
Come avrete certamente capito, cari lettori e care lettrici, in questi circa 45 giorni di inattività qui sul blog, sono stata in attività altrove e sempre in rete.
Ho pubblicato infatti post, ho scritto commenti, ho inviato foto e video sulla mia pagina FB, e, in particolare ne ‘Il Potere del Cervello Quantico’, il gruppo pubblico del quale faccio parte. In un primo momento ho raccontato gli episodi più significativi che in quel periodo vivevo quasi ogni giorno, e poi ho condiviso i risultati delle mie ‘scoperte’. In altre parole, a partire dal 30 maggio, giorno in cui il chirurgo è intervenuto per togliere via la mia tiroide, come ho già raccontato qui http://www.lapietradiparagone.org/blog/2016/06/07/ALLA-BAMBINA-RISANATA.aspx, ho cominciato a rendermi conto che l’Universo, per premiare la fiducia e il coraggio della mia bambina interiore, mi offriva - questa volta su un piatto ‘d’oro’ perché l’Universo con me è sempre più generoso ;) - l’occasione di un ‘autentico’ rinnovamento, un restyling in piena regola, con il quale potevo dare una direzione diversa al processo del mio cambiamento. In altre parole è come quando un atleta o un’atleta ad un certo punto decide di cambiare specialità e passa dal salto in lungo al salto in alto con l’asta. Davvero ‘un gran bel salto in avanti’ punto e a capo ...della serie: Ringrazio e vado avanti a modo mio per le infinite vie dell’Universo!
#VadoAvantiIocheaTetiVienedaRidere


#IO HO UN SOGNO. IO HO UN MANTRA

 
Fidatevi dei sogni perché in loro
 
è nascosta la porta dell'eternità
 
Kahlil Gibran
 
 
Un mantra da meditazione serve a svuotare la testa dai mille pensieri e agisce energicamente attraverso la vibrazione del suono. Di solito si usano antiche parole, tramandate dalla tradizione e spesso selezionate per te da un maestro o guru. Non è necessario comprendere il significato delle parole e infatti la lingua usata è spesso incomprensibile a noi occidentali. È la qualità creativa del suono che, ripetuto con costanza, porta automaticamente gli effetti desiderati.
 
Un mantra personale invece è qualcosa di molto diverso. Prima di tutto è nella lingua che parli abitualmente, perché infatti non esiste già preconfezionato: va creato su misura per te. Il suo obiettivo non è aiutarti a entrare in stato meditativo o a evolverti spiritualmente. Ripetere il mantra personale agisce su di te sbloccando i tuoi pensieri limitanti e in pratica riprogrammando la tua mente. ( web: Ilaria Ruggeri C+B )
 
 
Alla fine è arrivato! Così: all’improvviso e inaspettato. Alla fine dopo anni di mantra, pensati da qualcuno e aggiustati anche da me. Recitati, alcuni, con l’intensità dei momenti intimi, in una estenuante litania senza fine, decine, centinaia di volte al giorno, domenica 17 luglio, dalla Centralità del mio Essere in Divenire, è sbocciato, come un fiore pirotecnico, variopinto e luminescente, il ‘mio mantra’. ‘Il mantra personale che accende il mio sogno.’ Finalmente!
 
Da bambina avevo già questo sogno: aiutare le persone a ritrovare la felicità che avevano perduto. Crescendo ho anche capito che se volevo raggiungere il mio obiettivo, la prima persona che ‘poteva’,e ‘doveva’ essere felice ero proprio io.
Così da grande ho deciso di 'fare' la psicologa clinica, come si dice nell’ambiente. Ma dopo tante sedute, trascorse al di qua della scrivania, ho scoperto che lì dove stavo non avrei, mai e poi mai, trovato quello che cercavo. In nessuna scuola infatti, e tanto meno in quelle di psicoterapia, si studiava e si praticava la felicità.
 
A detta di coloro che mi avevano visto crescere ero stata una bambina vivace, gioiosa e particolarmente divertente che, con le sue battute e le domande impertinenti faceva morir dal ridere i grandi. Mipiaceva però stare anche da sola ed ero capace di stare per ore nel mio lettino a giocare con dei semplici pezzetti di carta fino aquando mi addormentavo. Riscuotevo molte simpatie tra i negozianti del quartiere, che facevano a gara per regalarmi sempre qualcosa quando, al seguito di mia madre, entravo nella loro bottega a fare la spesa del giorno. Nei miei ricordi ci sono : una mollica di parmigiano, 10 lire di pizza rossa, 2 coppie di ciliege da mettere sulle orecchie a mo’ di orecchini o un grappoletto d’uva bianca che, tutta contenta, spiluccavo sulla via del ritorno verso casa. Nel palazzo c’erano pochi bambini, tutti maschi, ed io unica femminuccia ero al centro dell’attenzione. L’infermiera dello studio medico al piano terra per me era ‘zia Tilde’. E zia Tilde è stata in quello studio dalle pareti bianco latte e le porte verniciate di bianco con i vetri smerigliati e lattiginosi, per altri 30 anni fino a quando, scomparsa la dottoressa, anche lei èandata in pensione.
 
Nonna Elena, la mamma di papà, dopo la morte del marito, avvenuta nel 1943, sempre sulla stessa strada, nello stesso stabile dove abitava, aveva aperto un negozio di mobili - della serie: casa e bottega - e tra i commercianti della zona era conosciuta come la ‘la mobiliera’. Così io che la imitavo in tutto e per tutto, ero la ‘mobilieretta’. Chi passava per la strada, mi vedeva spesso seduta sul gradino del negozio, con i soliti pezzetti di carta tra le mani, mentre mi rivolgevo all’invisibile cliente: ‘Lei è una brava persona. Ha sempre pagato le cambiali. Ed io sono contenta di non averla mai mandata in protesto. A me dispiace quando succede, maquando un cliente non paga, dopo aver aspettato per un po’, sono costretta a mandarlo in protesto… Vedrà la camera da letto che hacomprato da me le durerà per sempre perché è tutta di legno massello. Per l’esattezza è di palissandro.’
 
Questa attrazione per i gradini mi è rimasta tale e quale come allora e, appena posso, soprattutto d’estate al mare, mi piace ancora sedermi fuori la porta o davanti la vetrina di un negozio con la serranda abbassata, per gustare un cono gelato o per fumare una sigaretta.
 
Anche se in casa non si parlava apertamente di quanti soldi entravano, ‘sapevo’ che mia nonna era più ricca di suo figlio, mio padre,che aveva appena cominciato a fare l’imprenditore edile. Era lei infatti che mi comprava i vestiti, sempre molto belli e i completi con i pantaloni che a me piacevano di più.  E le domeniche d’estate, quando nonna Elena veniva a trovarmi alla casa che prendeva in affitto per le mie vacanze al mare, era a lei che chiedevo di comprarmi, di nascosto di mio padre, gli zoccoletti con il tacchetto. Avevo appena due anni, ma già aspiravo a sembrare una‘signorina’! Naturalmente appena nonna ripartiva per Roma, gli agognati zoccoletti con il tacchetto mi venivano requisiti e la domenica successiva si ricominciava con l’ennesimo acquisto del medesimo paio!
Non ho mai scoperto che fine facessero, credo che finissero direttamente nel secchio della spazzatura!
Quando stavo con nonna Elena e i miei zii che vivevano a casa con lei, ero felice perché ricevevo molte attenzioni e mi sentivo amata e coccolata. Ero ugualmente felice però, quando andavo a trovare nonna Pina e nonno Ottorino, i genitori di mia madre, perché potevo giocare con le mie due cugine che, dalla morte del padre, vivevano insieme con la madre, stabilmente a casa dei nonni. Nonostante fossi la più piccola delle tre, mia madre mi ripeteva spesso che ero io a decidere quale gioco fare o quali regole dei giochi cambiare. Quando d’estate altre bambine volevano giocare con noi, ero sempre io a decidere chi poteva farlo e chi no. Una estate, a Rocca di Papa, la località dei Castelli Romani, dove i miei nonni materni erano nati e trascorrevano le vacanze estive, avrò avuto più o meno due anni e mezzo, con la mia inseparabile borsetta di paglia al braccio, presi per mano mia cugina e facendo finta di essere ‘due signore’, la trascinai a fare la spesa al mercato sotto casa. Quando mia zia e mia madre ci ritrovarono davanti al banco della verdura, mi sentirono dire: ‘ quando passa, paga nonna! ’…
 
Da questi episodi trae ispirazione ed energia il mio mantra personale :
 
Io sono Maria Claudia Mancini, una autentica Social Leader.
 
Io sono un modello di rinnovata notorietà, prosperità e felicità per me e per gli altri.
 
Unabbraccio generoso

IL SOCIAL LEADER











ovvero il nuovo leader dei gruppi pubblici di Fb

Con la mia prima seduta di ‘riabilitazione fonetica’, avvenuta ieri al centro di foniatria di Spoleto, ho creato un altro potente effetto leva energetico, che, oramai ne sono sicura, mi sta guidando verso l’ Essere quello che, ancor prima di venire qua, ho scelto di Divenire: UNA GUIDA. ESSERE UNA GUIDA DEL DIVENIRE. IO SONO UNA AUTENTICA GUIDA LIBERA DI ESSERE.

Ora so qual è la missione per la quale sono scesa da là a qua.

Distesa immobile sul lettino della rianimazione. Al mio fianco ritto in piedi Pietro mi sfiorava i capelli e mi sussurrava parole. La mia mente ha avuto un ‘dropout’.
Ho cominciato a sentire arrivare il flusso della risposta semplice e assoluta dell’Universo, che finalmente mi raggiungeva. Sono stata attraversata e pervasa da una corrente di energia rigenerante, gradevole al tatto come l’acqua di una fonte termale. Scintillante e cristallina come un fiume montano. Lattea e spumeggiante come un’onda oceanica. Soffice e morbida come una laguna marina. Fresca e dissetante come lo zampillo delle fontane del Borromini. Tiepida e disponibile come la doccia di casa...
Finalmente l’estate è arrivata. Le giornate assolate, le temperature ben oltre i 30°, le domeniche che svuotano le grande metropoli e riempiono di bagnanti e ombrelloni i post di Fb, ci informano che la Vita va avanti con un andamento ciclico. Così ogni giorno è davvero un giorno nuovo. Nuovo perché senza soluzione di continuità spazio-temporale con quelli che lo hanno preceduto e con quelli che verranno dopo, è un dono che vive di luce propria, fruibile da tutti in modo assolutamente gratuito e da tutti chiamato ‘PRESENTE.’
E allora qual è il filo rosso della rete che tiene insieme i racconti delle nostre esperienze?
Cosa è che dà coerenza alla trama delle nostre storie divine, vissute con tutta l’umanità di cui siamo capaci solo Noi Umani? Gli Uomini e le Donne, i Bambini, i Giovani, gli Adulti e i Vecchi, abitanti il pianeta Terra?
La risposta mi sorge spontanea dal Cuore: L’INFORMAZIONE QUANTICA. L’insieme cioè delle tecniche di calcolo e del loro studio, che utilizzano ‘i quanti’ per memorizzare ed elaborare le informazioni.
A loro volta le informazioni, messe insieme, comunicate, interconnettono gli uomini, gli animali e, in alcuni casi, gli uomini con le macchine.
Comunicare infatti, è un bisogno primario, sia per l'uomo che per gli animali: una necessità vitale, se si considera che dalla capacità dell'uno e degli altri di trasferire efficacemente informazioni di natura diversa dipendono le possibilità che essi hanno di alimentarsi, di riprodursi, di essere riconosciuti come membri di un gruppo sociale, di garantirsi - al suo interno - una posizione precisa, di ottenere aiuto e sostegno.
Il modo più usato e, per certi versi, più tradizionale di comunicare è l’interazione comunicativa interpersonale, diretta. Il faccia a faccia con l’interlocutore, tanto per intenderci. Quando questo contatto diretto non è possibile, si ricorre ad un mezzo comunicativo, il cosiddetto ‘medium’ che deve molto della sua fama all’esoterismo, suo campo di applicazione privilegiato. Il medium e i media, al plurale, sono quindi i mezzi di comunicazione. La comunicazione che fa uso di questi strumenti di intermediazione è la comunicazione mediale per distinguerla dalla comunicazione interpersonale, diretta, faccia a faccia.
Aperta e chiusa questa ampia parentesi formativa sulla comunicazione, che per il carattere didattico del suo contenuto ci ha portato ‘fuori tema’, riprendiamo da là dove abbiamo lasciato, con la domanda che più ci sta a cuore:
Chi è il Social Leader?
Se si tiene in debito conto quello esposto fin a qui sulla informazione quantica, e le diverse modalità di comunicazione, credo che la risposta, facile ed intuitiva, è quasi scontata.
Il Social Leader è un personaggio pubblico che nel social network di Fb, si pone e per certi aspetti, viene posto, con il consenso di coloro che già lo hanno conosciuto di fama o di persona, al centro del gruppo pubblico da lui stesso creato. E, avendo già intrapreso e non necessariamente concluso il proprio, ha l’obiettivo di guidare e orientare il percorso di crescita dei membri del gruppo ai loro livelli superiori.
Il Social Leader quindi deve necessariamente essere un efficace e abilissimo comunicatore mediale, attraverso la parola scritta, ma soprattutto inventando formule, simboli, bandiere, divise, scenografie e rituali.
In rete l’unico strumento per entrare e rimanere in contatto è infatti la comunicazione mediale che, per adattarsi alle caratteristiche di velocità e rapidità dei vari ‘ dì come ti senti,’ post, commenti (rigorosamente senza firma), ‘mi piace’, condivisioni, e ora anche gli hashtag, ultimi arrivati, ma già ai primi posti tra quelli più usati, si sta adattando alle ortografie più snelle, senza apostrofi, accenti o vocali della serie’ c’hai’, che a più d’un lettore, me compresa ;), all’inizio ha fatto accapponare la pelle, soprattutto perché anche il vocabolario della Treccani comincia a tollerare il nuovo modo di scrivere le parole nel social network.
Fb dal canto suo vede di buon occhio i Social Group Leader perché non solo sono un efficace mezzo di pubblicità anche per il network, ma soprattutto perché il gruppo del Social Leader è un trainante veicolo di partecipazione per chi nel Social network è presente solo con l’ account.
Da più parti e non solo in rete ho notato che non si fa una distinzione netta tra ‘ capo ‘ e ‘ leader ‘ arrivando a far coincidere il leader con ‘ il buon capo’ o ‘il capo illuminato’.
Nella sostanza IL LEADER E’ ALTRO DAL CAPO. E’ una differenza sostanziale determinata dalle caratteristiche di personalità del leader come persona che non sono assimilabili a quelle di personalità del capo.
Cominciamo dalle caratteristiche del capo, e vediamole una per una.
1) Il capo occupa una posizione di ‘vertice ‘ in una struttura piramidale, stratificata gerarchicamente, meglio conosciuta come multilevel.
2) Il capo ha rapporti frequenti e privilegiati solo con coloro che sceglie come esecutori dei suoi ordini che sono sempre al livello appena sotto al suo.
3) Il capo anche in situazioni di emergenza, rimane sempre al suo posto. Della serie ‘ Vai avanti tu, che a me mi viene da ridere!?
4) Il capo non ha rapporti di alcun tipo con coloro che sono alla base della piramide.
5) Il capo a sua volta fa capo ai suoi superiori che controllano se le sue azioni sono giuste.
6) Il capo va dove decidono i suoi superiori.
7) Il capo è imposto ai membri del gruppo dai suoi superiori in grado.
8) Il capo ha paura e incute paura.
9) Il capo sorride poco.
10) Le sue azioni sono finalizzate a tenere sotto controllo la sua paura, esercitando il potere sui membri del gruppo.
Ora passiamo a quelle del leader
1) Il leader occupa una posizione centrale in una struttura circolare paritetica. Un esempio classico è ‘ la tavola rotonda’ non importa se non è di Re Artù !
2) Il leader è solo. Si assume le responsabilità delle proprie azioni. Agisce sempre in prima persona. Ha rapporti diretti con tutti i membri del gruppo. Li conosce uno per uno e per ognuno ha una parola di incoraggiamento.
3) Il leader, quando è necessario, è il primo a sporcarsi le mani. Dà l’esempio più con i fatti che con le parole. Della serie ‘ Mica stò qui a pettina’ le bambole!’
4) Il leader comunica con il cuore al cuore dei partecipanti del gruppo. Arriva al cuore delle persone e delle situazioni. Ama vivere le situazioni dal di dentro per questo sta al centro.
5) Il leader fa riferimento solo ed esclusivamente a se stesso. Per questo Il social leader è definito autentico.
6) Il leader non va da nessuna parte. Sta sempre al centro.
7) Il leader ha il consenso di tutti i partecipanti del gruppo. E’ scelto da loro.
8) Il leader ha fiducia e infonde fiducia.
9) Il leader sorride spesso. Si diverte e fa divertire.
10) Le sue azioni sono finalizzate a sostenere e a incoraggiare il percorso individuale di crescita di ogni membro del gruppo.
Queste in sintesi le caratteristiche distintive del capo e del leader. Come avete certamente notato, le due liste sono state scritte una dopo l’altra per un motivo ben preciso: evitare qualsiasi tentativo di confronto che risulterebbe non solo inappropriato, ma inutile.
Il capo è utile tanto quanto il leader. La sua utilità dipende dalle situazioni, dagli obiettivi che si vogliono raggiungere, e soprattutto dalle esigenze di coloro che formano la struttura. Per intenderci in una situazione di emergenza, come un terremoto ci vuole un coordinatore a capo delle operazioni e non certo un leader. In sala operatoria il chirurgo deve operare in un ruolo di autorità se vuole fare ben il suo lavoro e salvare la vita al paziente. Non è certo la sala operatoria la sede adatta per una sessione di coaching! :)
Di più. Chi come me ha fatto l’esperienza di Imprenditori Liberi e sa cosa significa essere e agire come imprenditore di se stesso, ha l’opportunità di scegliere consapevolmente cosa è meglio per lui o lei. Se continuare ad essere Imprenditore Libero o di attraversare questa esperienza per arrivare ad essere il social leader di se stesso.
Per quello che riguarda la mia storia personale, ora ne sono sicura, e lo dichiaro, così come me lo detta il Cuore.
L’esperienza di IL, cominciata l’otto maggio 2014, (esattamente 21 anni dopo il ritorno a Casa di mio padre - a cui ho voluto un bene dell’anima- Sergio Mancini, imprenditore di successo, avvenuto l’ otto maggio 1993,) nella sala delle conferenze di un hotel di Verona, del quale mi era stata assegnata la camera numero otto, cheho condiviso con la mia compagna Claudia Azzaro, nata come a febbraio, e precisamente il giorno otto, non solo mi è stata segnalata dall’Universo, usando il ‘mio’ numero vitale (‘l’otto, primo cubo di un numero pari e doppio del primo quadrato, bene esprime la potenza di Dio.’ Plutarco), ma soprattutto, con la presenza di questo numero ripetuta per ben 3 volte nella stessa situazione, mi ha dimostrato quello che nel mio intimo sapevo già e cioè che la l’Universo ci Ama, la Vita ci Ama e quando chiediamo con il Cuore aiuto, l’aiuto sotto qualunque forma, arriva sempre. A me arrivò con una telefonata, promessa dalla mia consulente PiuChePuoi Stefania Zavatarelli, e fatta naturalmente da Italo Pintimalli dal suo cellulare con l’ID del chiamante!
Ora dovete sapere che, contrariamente a quello che crede la maggior parte delle persone, la comunicazione mediale, sia essa attraverso il telefono o la rete è quella più difficile da mistificare perché manca l’impatto degli elementi visivi del faccia a faccia che catturano l’attenzione dell’ascoltatore e lo distraggono. Questo è il motivo per cui le truffe ai danni delle persone, per lo più anziane, richiedono una visita a casa su appuntamento.
L’immagine, l’aspetto, i capelli, di una persona possono essere cambiati. Eccome!!! Ne sanno qualcosa i parrucchieri, i visagisti e, nei casi più risolutivi, i chirurghi plastici!!!
Ma la voce che è la fonte sonora più antica e spontanea, non possiamo cambiarla, anche volendo!
Possiamo imparare a impostarla facendo ricorso alle casse di risonanza, come insegna nel video corso di PiuchePuoi Valeria Roncato. Possiamo riattivare la funzionalità delle corde vocali bloccate, come è accaduto a me, ricorrendo alla logopedista dei centri ospedalieri, che ci assegna gli esercizi di fonazione.
Insomma possiamo giocare con la voce, facendo le voci, parlando e cantando in falsetto, facendo l’imitazione di quella dei personaggi famosi, possiamo parlare senza muovere i muscoli facciali e fare i ventriloqui…ma cambiarla proprio non si può!!!
‘Il lungomare’ del mio Iphone è stato il segnale di inizio della mia conoscenza mediale con Italo, che ho visto qualche tempo dopo, per la prima volta in carne ed ossa, ad un pranzo di fine corso di IL.
Italo mi parlò a lungo con tono pacato e rassicurante, riuscendo ad entrare da subito in empatia con il mio stato d’animo senza lasciarsene travolgere. Sentivo dal timbro della sua voce che la sua vicinanza era sincera e quando gli dissi che per me quella che stavo vivendo era una crisi spirituale, volle conoscere il mantra che recitavo ogni giorno fino allo sfinimento…. Pur non essendo in sintonia con me in quel momento, ed era giusto che fosse così, altrimenti non avrebbe potuto essermi di alcun aiuto, apprezzò molto il mio mantra e da lì capii che Italo sapeva perfettamente cosa era una crisi spirituale e cosa significa trovarsi nella valle.
Mi sentii riconosciuta e soprattutto rispettata con la mia sofferenza e, per incoraggiarmi Italo aggiunse che aveva visto persone molto vicino a lui che, in situazioni peggiori della mia, ce l’avevano fatta.
E così è stato!!! E così è !!!
E, aggiungo io, non potrebbe essere altrimenti perché, come dici tu, caro Italo, social leader del nostro gruppo Fb ‘Il Potere del Cervello Quantico’ l’Universo, se non lo distraiamo, sa sempre cosa è meglio per noi!!
Grazie! Grazie! Grazie a tutti quelli che so io!

Un abbraccio generoso

IL GRAZIE CHE RISANA LA TUA VITA


IL GRAZIE CHE RISANA LA TUA VITA
ovvero mi inchino o perdono

Qualche giorno fa ero al telefono con il mio carissimo Don, il monsignore amico di famiglia, assiduo lettore del mio blog, con il quale, quando capita l'occasione, scambio volentieri due chiacchiere sugli argomenti più disparati e non necessariamente a sfondo religioso.

Tant'è che ad un certo punto di questa telefonata Don, attraverso le parole di Papa Francesco, durante l'Angelus - Chi sono io per giudicare le coppie gay? E chi sono io per giudicare le coppie di fatto? '- ha cominciato a parlarmi del perdono, sostenendo che a Dio, e a Dio solo spetta giudicare e perdonare.

Premetto che quando mi capita di ascoltare o leggere quello che dicono o scrivono i personaggi di rilievo della politica, della religione o della scienza, gli studiosi in generale o gli autori più acclamati, lo faccio con la mente aperta, evitando di lasciarmi coinvolgere e fuorviare dalla fama e dalla rilevanza della persona, e prestando invece attenzione se e quanto i contenuti e i concetti altrui, sono in sintonia con i miei pensieri e i miei valori.

Anche in questo caso perciò, per nulla impressionata dal fatto che mi veniva riportato il pensiero del Santo Padre, e, con l'orecchio teso a captare i segnali che mi arrivavano dal cuore, con il sorriso sulle labbra :-) ho esclamato: 'Don, ma questo non è possibile!' Io credo fermamente che Dio è Amore e Accettazione assoluti, e come Dio Padre Creatore può solo amare tutto ciò che ha creato. Per questo sono convinta che non ci giudica, non ci condanna, e non ci perdona perché non ha nulla da perdonarci.

Personalmente credo che quella del perdono sia una sfida delle più sfidanti che, chi più chi meno, prima o poi, deve affrontare se vuole progredire lungo il cammino della propria crescita non solo spirituale, ma anche e soprattutto personale. In altre parole per vivere una vita davvero prospera in termini di salute, relazioni gratificanti e ricchezza di beni materiali, è necessario essere liberi e per essere liberi di BenEssere si devono sciogliere i lacci che ancora ci tengono legati al passato… cominciando dai nostri genitori, per continuare con gli altri e con noi stessi.

Mi sembra passato solo un secolo :-) da quando nel mio studio la persona che tra me e me chiamavo affettuosamente ' il pazientino ', cominciava a elaborare il perdono delle figure parentali, ovvero i propri genitori. La psicologia ufficiale allora, ricorreva a questo termine, - figure parentali- a mio parere, così freddo ed impersonale da privare l'intero procedimento del perdono, del pathos, indispensabile alla sua risoluzione.
Il perdono infatti non è uno stato dell'essere, ma piuttosto un processo suddiviso in due fasi ben distinte, l'una preparatoria dell'altra : la fase dell'accusa, echeggiante la rabbia e il dolore e quella del perdono vero e proprio con il quale ci si libera della rabbia e del dolore.

Una tendenza dunque, quella dell'accusa e del perdono, con le sue battute di arresto, i suoi momenti di ripensamento, le sue crisi, che si dipana nell'arco del tempo.
La maggior parte di noi credono che la fase del perdono sia quella che presenta le più grandi difficoltà, ma in realtà è quando ci troviamo ad accusare apertamente nostra madre e nostro padre per il 'male che ci hanno fatto' che scattano i blocchi e le difese. E non potrebbe essere altrimenti. Sono pur sempre nostra madre e nostro padre! Sono le persone che ci hanno donato la vita e noi, in cuor nostro li abbiamo sempre amati moltissimo e continueremo ad amarli fino alla fine dei nostri giorni. Non' possiamo' quindi e, a mio avviso, non dobbiamo proprio, come suggerisce la psicoanalisi risolvere il nostro rapporto con loro, seguendo le orme del mito di Edipo che uccide inconsapevolmente il padre Laio per sposare Giocasta, la vedova di Laio, che Edipo non sa essere sua madre.

Anche rispetto al perdono però, e per fortuna! aggiungo io :-) ci viene in soccorso ' un altro modo di vedere le cose' - per usare un'espressione cara al mio amico Italo Pintimalli -. Il padre di questo diverso e straordinario modo di vedere il perdono è il novantenne Bert Hellinger. Psicologo e scrittore tedesco. Studioso di teologia e pedagogia, che nel 1980 gettò le basi teoriche e metodologiche delle ' Costellazioni Familiari.'

Hellinger ci insegna a sentire che là dove c'è tanta RABBIA, c'è tanto dolore. Là dove c'è tanto DOLORE, c'è tanto AMORE!!!
L'Amore che ho bisogno di dare, l'amore che non ho potuto sentire!
Forse questa nostra realtà moderna, che ci sembra piena di rabbia e di dolore, è davvero piena solo di Amore! E poi non è forse per sperimentare l'Amore che veniamo in questo mondo?
E per praticare l'Amore, non dobbiamo forse prima di tutto, lasciare andare le nostre presunte buone ragioni e ARRENDERCI all'Amore per nostra madre e nostro padre? INCHINARCI a loro per tornare bambini e prendere a piene mani tutto l'Amore che hanno da darci? I genitori non sono forse coloro che abbiamo scelto per venire al mondo?
Non è forse nell'abbandono al loro amore che godiamo la gioia più intensa?

Hellinger intende la resa, come gesto di totale accettazione, addirittura come il gesto di fede più essenziale e autentico, che ci mette davvero in comunicazione con gli altri perché solo in quel momento li percepiremo come uguali a noi.
Quando ci arrendiamo, viene spontaneo INCHINARCI. E l'inchino cambia qualcosa nella nostra Anima. Quando ci inchiniamo a nostra madre e a nostro padre e ai nostri progenitori, è come se, tornati piccoli, siamo lì per per ricevere il loro amore!
E dopo essere diventati piccoli per ricevere, diventiamo grandi per dare... e i cerchi si chiudono, e la spirale della Vita si eleva sempre più in alto in un ciclo continuo dove diamo non già qualcosa che è nostro, ma quello che abbiamo ricevuto… Ed è così che entriamo nel grande flusso della Vita!

GRAZIE, MAMMA! GRAZIE PAPA'!


UN ABBRACCIO GENEROSO E BUONA VITA A TE!
Claudia