La pietra di paragone  - risolvi i tuoi problemi
RSS Diventa fan

Servizio fornito da FeedBurner


Articoli recenti

IL CORAGGIO DI VALERE
IL CORAGGIO DI AMARSI
EMERGENZA SPIRITUALE
LA SCELTA PIU' DIFFICILE E'...SCEGLIERE!
PENSI O SAI?

Post più popolari

FIDUCIA
IL CINABRO ROSSO La pietra del successo finanziario
HO'OPONOPONO ED IL DOLORE FISICO
3 CHAKRA PER 3 PIETRE E 3 FIORI
Ho'oponopono, il Bambino Interiore e l' Ego

Categorie

Chiedi, ti sarà dato
Crescita personale
Diario di viaggio
Floriterapia
I chakra
intro
La nuova Era
Le pietre
Ricerca del Sé Divino
Seminari vecchi e nuovi
Sonoterapia
Verso la meta

Archivi

ottobre 2014
settembre 2014
agosto 2014
luglio 2014
maggio 2014
febbraio 2014
gennaio 2014
dicembre 2013
novembre 2013
ottobre 2013
settembre 2013
agosto 2013
giugno 2013
maggio 2013
aprile 2013
marzo 2013
febbraio 2013
gennaio 2013
dicembre 2012
novembre 2012
ottobre 2012
settembre 2012
agosto 2012
luglio 2012
giugno 2012
maggio 2012
aprile 2012
marzo 2012
febbraio 2012
gennaio 2012
dicembre 2011
novembre 2011
ottobre 2011
settembre 2011
agosto 2011
luglio 2011
giugno 2011
maggio 2011
marzo 2011
febbraio 2011

powered by

Il blog di Claudia Mancini

IL CORAGGIO DI VALERE





Sono passate solo quarantotto ore, da quando ho pubblicato sul mio blog ' Il coraggio di amarsi ' ed eccomi di nuovo a scrivere questo post che racconta una nuova tappa del viaggio intrapreso alla ricerca della mia vera me, con il preciso obiettivo di trasformare me stessa nella persona che voglio essere. Finalmente mi sono resa conto che non c' è nessuno al di fuori di me che possa darmi quello che voglio se io per prima non mi consento di accoglierlo. E questo permesso ha a che fare naturalmente con l'amore, il perdono di se stessi e la libertà dell'Essere in divenire. Osservando con distacco e senza giudizio le esperienze del passato, non ultime proprio quelle relative al modo in cui la mia famiglia usava i soldi per punirmi e passarmi il messaggio che non valevo e per ciò non li meritavo, ho ' visto ' che in tutte le situazioni che sono accadute poi nella mia vita, non ho fatto altro che perpetuare questo schema di pensiero negativo e punitivo. Durante l'esperienza di Imprenditori Liberi ho imparato che ogni fallimento porta con sé il germe del successo e soprattutto che il fallimento come il successo sono il risultato di una scelta individuale.
In questo ultimo periodo il timore di perdere il mio sogno e soprattutto la consapevolezza che le cause del blocco erano dentro e non fuori di me, mi ha portato, finalmente ad avere il coraggio di tirare la testa fuori dalla sabbia e di accettare che ero la sola responsabile di quello che stavo vivendo. Inconsciamente e automaticamente, ripetevo vecchi schemi di pensiero che creavano esattamente le situazioni che confermavano la ' mia' convinzione che non meritavo nulla, che ero una persona cattiva e ingrata, che andava puniva. E' così che ho ricominciato ad immergermi e a ricolmarmi di pensieri positivi, pensieri d'amore, di accettazione, di abbandono delle cose del passato delle quali 'ho deciso' di non aver più bisogno.
Quando ho cominciato ad assumermi la completa responsabilità delle esperienze vissute, delle emozioni provate, e dei pensieri formulati, dentro di me, come per incanto, una voce dolce e leggera ha risuonato dalla profondità del mio Essere per sussurrarmi ' Io Valgo ' (riportandomi, tra l'altro, alla mente uno spot televisivo di qualche anno fa) e quando ho trovato esattamente questa affermazione stampata nel nuovo libro di Louise Hay, ho avuto il coraggio di guardarmi allo specchio e per la prima volta nella mia vita mi sono detta ' IO VALGO, IO MERITO ' .
' E' più facile agire secondo un nuovo modo di pensare, che pensare un nuovo modo di agire '
Un abbraccio generoso



IL CORAGGIO DI AMARSI



Louise Hay afferma che coloro che sono sul cammino dell'auto realizzazione e della guarigione emotiva, necessariamente prima o poi devono fare i conti con il risentimento e l'odio per se stessi. Sono solo schemi di pensiero e come tali possono essere cambiati.
Confesso che, quando qualche anno fa mi ritrovai a leggere queste parole, non fui in grado di 'comprenderle ', ma intuitivamente le ricopiai su un post-it, che appeso sulla parete, dietro alla macchina del caffè, da allora mi saluta ogni qualvolta entro in cucina. Potete immaginare tutte le volte che queste affermazioni hanno fatto breccia nel mio cuore fino a mettere radici e dare i loro frutti nel momento del bisogno. Ed è così che ho rivisitato con occhi nuovi l'origine della paura e aggiunto un significato più ampio al coraggio.
Fino a ora, tra quelle depotenzianti ' brillava ', inconsapevolmente, la convinzione che il risentimento, l'odio e il disprezzo per me stessa fossero sentimenti, né più né meno come l'apprezzamento, l'approvazione e l'amore. Quando però ho cominciato a considerare con più distacco la mia paura di morire povera e sola, mi sono resa conto che io sola ero responsabile di dare forza e vita a questa paura, che perpetuando e rendendo attuale il pensiero, il giudizio, la critica di mio padre nei miei confronti, nutriva e rafforzava l'immagine negativa di me stessa.
Questa nuova consapevolezza ha aperto il varco della coscienza a diverse situazioni del passato nelle quali sono stata punita dai miei genitori che mi hanno privato della paghetta, dei vestiti, e impedendo anche ai parenti di farmi regali, perché li avevo delusi, avevo sbagliato e per questo non meritavo niente... mi dispiace, perdonami, grazie, Ti Amo...Sono aperta e ricettiva a ricevere ogni bene, compresa l'abbondanza economica che merito e che l'universo ha in serbo per me...la Vita mi ama... la Vita è dalla mia parte...la Vita cospira con me per realizzare il mio sogno... sono al sicuro.
Si dice che ogni grande dolore, ogni insuccesso porti con sé una scintilla di luce e questa crisi che ha messo in discussione la realizzazione del mio sogno , mi ha dato il coraggio di accogliere nel mio cuore l'ombra del mio passato ed illuminarla dell'amore dell'accettazione... io mi amo e mi accetto così come sono ora.
Ci vuole un coraggio autentico ad amarsi ed accettarsi così come si è, ma paradossalmente nel momento in cui questo accade, siamo pronti a lasciare andare e a perdonare noi stessi e gli altri. Se è vero che la paura ha paura di un atto di coraggio, non c'è niente di più coraggioso che cominciare ad amarsi ora così come si è anche con la paura.


EMERGENZA SPIRITUALE



Il viaggio dell'Essere in Divenire

In una giornata uggiosa, come può esserlo una domenica di inizio settembre qui nell'isola di Santo Domingo, stimolata forse dal cielo lattiginoso che si riflette nell'oceano color dell'acciaio e la brezza che spira leggera tra le palme, mi lascio trasportare dalla scia dei ricordi che dolcemente mi riporta a rivivere le sensazioni, le emozioni intense e drammatiche delle tre settimane durante le quali inaspettatamente e spontaneamente i contenuti dell'inconscio sono emersi tumultuosamente dalla profondità del mio essere per esplodere in un geyser di energia luminosa sulla superficie della coscienza, rompendo gli argini dell'io.
A queste straordinarie esperienze Stanislav e Cristina Grof , hanno dato il nome di 'emergenze spirituali', intendendo con il termine 'emergenza' tanto una circostanza critica imprevista, quanto un contenuto che affiora alla luce e che ha a che fare con il rapporto dell'uomo con il divino.
Per me non è certamente facile scrivere sulle pagine del blog di questo evento, che a distanza di 20 anni dal primo, è esploso ancora in modo drammatico lungo il cammino della crescita personale e se ho deciso di condividerlo è perché mi auguro possa essere di sostegno e conforto a chi ha già vissuto o sta vivendo una emergenza spirituale e soprattutto a chi ha un famigliare, un amico ed anche un paziente nella medesima condizione.
Nelle persone predisposte, gli eventi che scatenano la crisi sono diversi, come d'altro canto diverse sono le forme e i contenuti dell'emergenza in relazione con le esperienze, le storie e i percorsi personali , ma i più frequenti sono: il dolore intenso per la morte di una persona cara; una malattia significativa come il cancro; il parto; l' aborto; un intervento chirurgico importante e infine la mancanza di sonno.
Senza voler tracciare un quadro teorico di queste esperienze che, a mio parere in ogni caso sono da considerarsi come eccezionali opportunità di rinnovamento profondo, ho messo a tacere l'ego e ogni sua remora o perplessità, dettata più dalla paura del giudizio che da una autentica e sana riservatezza, per indicare, a partire dalla mia personale esperienza, quali sono gli elementi distintivi di un'emergenza spirituale e soprattutto quali sono i comportamenti da evitare e quali da adottare.
E' importante innanzi tutto sottolineare che la persona che è in emergenza spirituale, è consapevole di essere responsabile di tutto quello che sperimenta, delle immagini che vede, delle voci che sente, delle emozioni e dei sentimenti che prova a differenza di chi vive un episodio di delirio psicotico, quando attraverso il meccanismo della proiezione, scarica la causa dei suoi problemi sulle spalle degli altri dai quali si sente addirittura perseguitato.
La persona in emergenza spirituale si rivolge ad un medico o ad uno psicologo per essere rassicurato di non essere uscito fuori di testa e per essere aiutato ad affrontare la crisi. Diversamente la persona delirante non si rivolge quasi mai ad un esperto per chiedere aiuto né tanto meno per essere rassicurato sulle sue condizioni, dal momento che non ha alcun dubbio di essere sano di mente , e quando chiede una consulenza il suo unico obiettivo è , ad esempio, la denuncia del vicino di casa che vuole attentare alla sua vita. Durante un'emergenza spirituale si è pervasi da un profondo sentimento di connessione con l'Universo, quello stato che i santi hanno definito unione mistica con il divino dal quale ci si sente protetti e al quale ci si affida senza riserve.
Anche i sintomi e i disturbi fisici che accompagnano l'emergenza possono avere un carattere transitorio, collegato strettamente all'esperienza e scomparire nelle fasi terminali del processo.
Durante la mia recente crisi ad esempio, ho avuto una persistente e dolorosa infiammazione agli occhi, resistente a qualsiasi tipo di collirio, che si è risolta spontaneamente, senza che l'oculista trovasse una causa specifica. Durante le diverse fasi del processo ho notato che il bruciore e la lacrimazione si intensificavano in risposta a determinate situazioni o a persone particolari.
L'emergenza spirituale quindi non è una psicosi e l'ospedalizzazione o l'assunzione di sedativi o calmanti non solo non è appropriata, ma sono elementi che bloccano il processo di rinnovamento, limitandone così l'effetto curativo di auto guarigione. Mi rendo perfettamente conto che la medicina ufficiale e la psichiatria in particolare non hanno ancora raggiunto le competenze necessarie per accogliere positivamente e con una mentalità aperta l'aspetto positivo di questi processi di trasformazione, che recano con sé tutta la saggezza e il potere dell'intelligenza superiore racchiusa nella parte più profonda di ogni uomo.
Per quanto riguarda le mie due crisi più importanti, se non sono stata ricoverata o curata con psicofarmaci di vario tipo, il merito va a mio marito Pietro che il 20 luglio pur di starmi accanto non ha esitato a tornare in Italia con un volo transoceanico per accompagnarmi in macchina il giorno dopo a Verona ,dove avevo un appuntamento al quale non potevo e non volevo mancare. Anche in questa occasione, come in quella di 20 fa, mi è stato vicino con amore, comprensione e infinito coraggio assecondando i miei comportamenti a dir poco, davvero bizzarri...
Grazie Pietro, amorevole compagno della mia vita! Sono infinitamente grata a don Marco Cocuzza, della cui amicizia e stima non ho mai dubitato neanche nei momenti più 'emergenti '. Sono grata a mio figlio Lorenzo che, mettendo da parte la sua preoccupazione per le mie condizioni, quando Pietro lo ha chiamato, senza fare troppe domande, è venuto in mio aiuto.
La mia gratitudine più sincera e affettuosa va inoltre a Danielina , mia fidata collaboratrice da 14 anni, che, per tre settimane, notte e giorno mi è stata vicina con discrezione e gentilezza.
Un ringraziamento sincero al direttore dell'accademia di Imprenditori Liberi e a sua moglie, al mio tutor, che hanno riservato a me ed eccezionalmente anche a mio marito, un accoglienza distinta da rispetto e accettazione autentici. Ed infine voglio ringraziare gli Imprenditori Liberi, Marco e sua moglie Paola , che, seppur inconsapevolmente e ignari della mia crisi, mi sono stati vicini con i loro consigli professionali e la loro amicizia.

Un abbraccio generoso

LA SCELTA PIU' DIFFICILE E'...SCEGLIERE!




Sia che ne siamo consapevoli o meno, ogni qualvolta che facciamo una scelta, facile, quando decidiamo di indossare il cappotto in una giornata fredda, o, difficile, quando decidiamo di cambiare lavoro, dobbiamo affrontare e risolvere il conflitto che è parte integrante e indissolubile della scelta stessa. In altre parole, a partire dalla cacciata di Adamo ed Eva dall'Eden, l'uomo non può esistere evitando di fare scelte, tant'è che anche quando sceglie di non scegliere, prende comunque la decisione di evitamento del conflitto.
Ma cos'è che rende così difficile questo processo? Per rispondere alla domanda credo che sia opportuno partire con il definire il concetto di conflitto ed elencare le sue tipologie. Per la psicologia il conflitto è 'lo stato di tensione nel quale una persona viene a trovarsi quando è sottoposto alla pressione di impulsi, bisogni, e motivazioni contrastanti.'
Quando questi fattori sono legati ad una situazione creata dalla persona stessa, si parla di conflitto intrapsichico o interiore, al contrario quando la situazione trae origine da altre persone, il conflitto si definisce interpersonale o esteriore. L'etimologia del termine, composto da cum (con) e fligere (combattere), presuppone che l'immagine associata al significato di 'combattere con ' suggerisca lo scontro tra due idee o identità, distinte o contrapposte.
Queste 2 categorie sono a loro volta suddivise in 3 tipologie 1) conflitto adiente - evitante (scelte contrassegnate dal segno + e -); 2) doppiamente evitante ( - -); 3) doppiamente adiente ( + +).
Da questi elementi teorici si evince che ogni scelta è una sfida alla nostra capacità di tollerare emozioni e stati d'animo propri della situazione di conflitto che si sta vivendo a livello conscio o inconscio.
Primo fra tutti il senso di frustrazione dei bisogni non soddisfatti e dei desideri non realizzati. Quanto più è alta, in una condizione di conflitto interpersonale, la capacità dell'individuo di tollerare l'ostacolo e procrastinare la soluzione, tanto maggiori sono le probabilità di successo dei risultati di una scelta efficace. Nel conflitto intrapsichico invece entrano in gioco altri elementi che sfidano la libertà della persona a dire di no, accettando la possibilità di deludere le aspettative e essere privato dell'approvazione dell'altro.
Ma c'è ancora un elemento comune a tutte e tre le tipologie, che personalmente ritengo essere la forza 'deterrente' nella pratica delle scelte più importanti lungo il cammino di crescita personale di ogni Essere in divenire e che ne qualifica il coraggio delle azioni. Il suo nome è il potere di ' lasciare andare '. Per lasciare andare infatti, le cose, le persone, le situazioni, si deve essere disposti a vivere il lutto per ciò che è stato e che non tornerà più e il senso di solitudine che naturalmente accompagna le scelte 'impopolari ' e le decisioni autentiche ma non ortodosse.
La cultura romantica e la religione cattolica di cui è intrisa la nostra società, ponendo l'accento sulle uguaglianze piuttosto che sulle differenze, esorta alla conciliazione, all'accordo ad oltranza a discapito delle differenze individuali, che sono considerate elementi di disturbo della stabilità sociale. In realtà credo che, coltivare un atteggiamento di apertura verso il confronto delle differenze, a qualunque livello, individuale, razziale, religioso o etnico, educando le persone all'autodeterminazione, e accettando e sostenendo la propria ed altrui diversità, sarebbe davvero un ottima ed efficace scuola di preparazione al cambiamento. Perché a ben vedere che cos'è il cambiamento se non la predisposizione all'adattamento all'ambiente attraverso il processo decisionale? Ne consegue che quanto più alto è il nostro livello di consapevolezza, tanto più importanti sono i risultati o meglio gli effetti delle scelte sulle nostre vite e soprattutto questo tipo di decisioni ci mettono al riparo dai ' colpi del destino ' , che, sebbene sembrano abbattersi all'improvviso su di noi,i n realtà sono l'effetto del nostro modo di non – azione, passivo e un po' infantile di porci rispetto alle situazioni.
Se davvero vogliamo che niente sia più come prima, dobbiamo fare scelte diverse per avere risultati diversi, altrimenti come recitava il grande Albert Einstein, 'è follia aspettarsi che le stesse azioni di sempre diano risultati differenti.'

Un abbraccio generoso

Enter your email address:

Delivered by FeedBurner


PENSI O SAI?

PENSI O SAI?
L'esperienza fonte di consapevolezza

La coscienza è il teatro, e precisamente l'unico teatro su cui si rappresenta tutto quanto avviene nell'Universo, il recipiente che contiene tutto, assolutamente tutto, e al di fuori del quale non esiste nulla.  (Erwin Schrodinger.)

' Pensi o sai? ' Da questa domanda che è uno dei leitmotiv dell'accademia di Imprenditori Liberi, in questi ultimi giorni di agosto che segnano la fine delle mie vacanze, ho cominciato a riconsiderare la profonda e significativa differenza tra pensare e sapere e in particolare il diverso impatto che le due modalità, che mi piace definire la prima logica e analitica e l'altra creativa, e sintetica, hanno sul processo di crescita personale.
In accordo con la definizione che identifica gli uomini come ' Esseri Divini venuti al mondo per 'vivere' un'esperienza terrena, calati in un corpo che di questa esperienza è lo strumento unico e privilegiato ' credo sia legittimo almeno dal mio punto di vista, considerare l'esperienza attraverso l'azione, 'conditio sine qua non ' che qualifica, valorizza e soprattutto dà un senso al nostro progetto di vita.
L'origine greca di empeirìa, composta da en cioè in, all'interno, e peira cioè prova, vuole significare che con l'esperienza il soggetto è in grado di saggiareall'interno la realtà.
In altre parole il pensiero non aggiunge e non toglie nulla alla nostra consapevolezza a differenza dell'esperienza che sempre e in ogni caso la modifica a più livelli con risultati consci e inconsci.
La paura ad esempio è un processo istintivo che affonda le sue radici nel cervello rettiliano che per sua natura reagisce piuttosto che rispondere agli stimoli ed è certamente sbagliato pensare,o peggio, credere che seguire l'istinto ci protegga dal pericolo o ci salvi la vita. E' esattamente il contrario. Quando scoppia un incendio in un cinema, gli spettatori che si accalcano e bloccano le uscite, sono dominati dall'istinto che governa, come un burattinaio tira i fili delle sue marionette, l'azione al posto loro che reagiscono alla paura piuttosto che dominarla con un'azione efficace e mirata.
La paura infatti appartiene alla mente e all'ego e c'è un unico modo per affrontarla: il coraggio, l'azione intuitiva, o se preferite , il Cuore in azione.
Il pensiero fine a se stesso è mera speculazione, è la mente che riflette se stessa, è un processo di pura astrazione, dove è vero tutto e il contrario di tutto e in ogni caso l'ego ha sempre ragione.
Il Cuore invece è azione, è l'Essere in divenire, è la ricerca della verità, è il cammino intriso di ' lacrime, sudore e sangue ' ,faticoso, impegnativo, lungo il quale l'importante è rialzarsi, dove il successo è la somma dei nostri fallimenti passati, dove si procede per tentativi ed errori, dove si ha l'umiltà di accettare che sbagliando si impara e dove in ogni caso il Cuore sa di aver diritto alla felicità e per questo è disposto a lasciare andare la ragione a chi la pretende a gran voce.
In questa nuova era dell'acquario appena cominciata, momento per momento si fa più intensa per molti uomini l'urgenza di adattarsi al cambiamento perché in questo Universo dove nulla si crea, nulla si distrugge, e tutto si trasforma è questo il messaggio del Cuore che ci invita a fare un piccolo atto di coraggio ogni giorno così che la paura bussando alla nostra porta non trovi nessuno.
E per saperlo? non c'è che un modo … provare !
Un abbraccio generoso