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Il blog di Claudia Mancini

agosto 2011

IL CINABRO ROSSO La pietra del successo finanziario

 
Nella pittura con il termine Cinabro, in latino cinnabaris, dal greco kinnabaris, adattamento di una parola orientale, che significa fetore caprino e quindi ' puzzolente ', si indica una sostanza composta da solfuro di mercurio rosso a cui talvolta si aggiunge una materia bituminosa che quando viene bruciata trasmette ai vapori mercuriali un odore pestilenziale e... da qui il nome!
Ma il termine Cinabro indica anche un minerale, cioè una composizione di elementi diversi che si trova in natura in una struttura non organizzata, che si forma vicino ai vulcani a una temperatura inferiore ai 100° ed è trigonale, perché quando cristallizza prende la forma di una piramide triangolare. E' di lucentezza adamantina e, quando è puro, ha un color rosso vermiglio per la presenza di mercurio del quale è il principale minerale.
In Italia è raro trovare il Cinabro soprattutto da quando, negli anni '70, sono state chiuse le cave sul monte Amiata. E' ancora possibile trovarlo in Croazia nella regione di Istria.
I cristalli sono ancora più rari dello stesso minerale e si trovano nella regione cinese dello Hunan.
Per la sua capacità di trasformarsi in mercurio che viene estratto dal minerale per arrostimento, il Cinabro è alla base di tutto il pensiero alchemico cinese dell'antichità e riveste un ruolo di primaria importanza anche nelle ricerche di longevità e di immortalità del Taoismo.
A tal proposito anche in Italia lo scrittore esoterista Jiulius Evola riprende il nome del minerale per il titolo del suo libro 'Il cammino del Cinabro', che è la metafora in forma autobiografica del pensiero esoterico e alchemico dell'autore.
In medicina fu utilizzato dal filosofo, poeta, medico autodidatta, Tommaso Campanella come uno dei componenti nella cura della sifilide.
In pittura il Cinabro, sia naturale che sintetizzato, è stato usato per produrre il pigmento vermiglione.
Ludovico Ariosto ha usato la parola cinabro per identificare il rosso vermiglio delle labbra: 'La bocca sparsa di natio cinabro' e Guido Gozzano ha invece ripreso il termine cinabro per indicare il belletto che un tempo usavano le donne per dare colore al viso: 'L'inganno del cinabro sul volto troppo bianco.'.
Ed ora veniamo al significato e all'uso del Cinabro nella cristallo terapia perché è questo l'argomento trattato in questo articolo e in particolare, perché è questa la ragione per cui sei entrato nel mio blog!
Il Cinabro stimola la volontà, la dignità e l'eloquenza. Rimuove gli ostacoli della vita. Guida al successo economico ed al consolidamento della propria posizione.
Un Cristallo di Cinabro nel portafogli o nella cassa migliora le entrate!
Da notare che il Cinabro rosso per il suo contenuto di mercurio che è una sostanza tossica per l'organismo, è una delle poche pietre personali, se non l'unica, che non può essere portata a contatto con la pelle del corpo, né come ciondolo,né in tasca sciolta o chiusa in sacchetto di stoffa e d'altro canto...vien da sé che la sede più opportuna per questo Cristallo, in virtù della sua particolare ed unica funzione, sia il portafogli, la cassa e magari la cassaforte se ne hai una!
Il Cinabro inoltre, dona capacità persuasiva ed infonde risolutezza, scherma dall'aggressività esterna e fluidifica i rapporti nel lavoro con più persone.
A ben vedere queste qualità correlate al Cinabro sono le stesse capacità richieste per aver successo nel mondo finanziario e.... tutto questo ha, forse, a che fare con la sostanza di cui questo Cristallo è il minerale e che .. - guarda un po', - porta lo stesso nome del dio: Ermete per i greci..Mercurio per i romani !
Per chi, come me non crede alle coincidenze e alla casualità dell'esperienza terrena.. ed è anche un visionario, è molto facile, oserei dire spontaneo e naturale, trovare la connessione tra l'elemento, mercurio con l'iniziale minuscola, e il dio Mercurio con l'iniziale maiuscola, tenendo anche conto che, nel mondo delle idee quello che conta è appunto l'idea e …...non le parole che la rappresentano!
 
I romani ritenevano Mercurio intelligente, astuto e faceto e lo veneravano come dio del commercio e dell'abbondanza. Suonava la lira, donava saggezza ai vivi e portava le anime dei morti nel regno degli inferi e per questo era definito ' psicopompo'. Per la sua rapidità nei movimenti, Giove lo nominò messaggero degli dei. Nella mano destra aveva la verga magica intorno alla quale più tardi vennero intrecciati due serpenti d'oro prendendo così il nome di caduceo.
Con questa verga che il dio Apollo, ammaliato dalla musica della sua lira, gli aveva dato in cambio dello strumento , Mercurio donava o toglieva il sonno e i sogni ai mortali.
Per i romani comunque Mercurio era in particolar modo, il dio del commercio ed il suo nome si faceva derivare da merx che significa merce e da mercari cioè commerciare.
In onore del dio fu fondato inoltre, il collegio dei commercianti, i cui componenti furono chiamati appunto mercuriales.
Un discorso a parte merita il caduceo, dal greco karkeion che significa araldo, messaggero e per questo veniva attribuito a Mercurio, messaggero degli dei, che lo esibiva per dirimere le liti e riportare la pace.
Per i romani dunque il caduceo era il simbolo dell'araldo di pace.
La leggenda vuole che un giorno il dio, mentre si trovava sul monte Citerone, separò due serpenti che si combattevano, usando la sua verga alla quale i due animali rimasero così avvinghiati. Con l'aggiunta delle ali, a rappresentare non solo la velocità, ma anche l'intelligenza che domina la materia, e i due serpenti, simbolo della polarità degli opposti in equilibrio intorno all'asse del bastone, il caduceo venne così attribuito a Mercurio come simbolo non solo della pace e dell'armonia, ma anche del commercio che, in tempi di pace appunto, è prospero e fiorente. Ed è per questo che il dio fu chiamato anche caducifero.
Ma prima che al dio Hermes dei greci, e poi al dio Mercurio dei romani, il simbolo del caduceo o verga magica, fu attribuito ad Ermete Trismegisto, mitico progenitore dell'arte magica tradizionale. Il mito di Ermete e la 'sua bacchetta magica' risale alla più remota civiltà egizia ed è come abbiamo già accennato, all'origine dei miti ripresi dai greci e per ultimo dai romani.
Non è qui la sede per descrivere il processo attraverso il quale nel tempo il caduceo è divenuto il simbolo della medicina, d'aldronde nell'ambito della cristalloterapia, ciò che più conta è rilevare che l'intrinseco e stretto legame del Cinabro rosso con il dio Mercurio ed il suo simbolo, elevano questo Cristallo al ruolo di pietra di guarigione.
Giova ricordare ancora una volta, senza voler essere ripetitivi, che per raggiungere e mantenere il successo in campo finanziario, come d'altro canto, in ogni altro ambito dell'esistenza, è indispensabile infatti, una profonda guarigione spirituale che liberi l' energia imbrigliata da i blocchi emotivi, dalle convinzioni limitanti, dai pregiudizi, dai giudizi e da tutto ciò che ha origine dall'Ego della nostra personalità, perché essa, l'energia,, possa di nuovo fluire spontaneamente dentro di te e inondare di luce dentro e fuori di te.
Un abbraccio generoso
 
       

HO'OPONOPONO ED IL DOLORE FISICO

 
 
 
 
 
 
 
Il dolore fisico, come ogni altra nostra esperienza, è una 'memoria' che ci appartiene nel senso che siamo responsabili della sua manifestazione e di conseguenza possiamo cancellare sia la memoria che il dolore con 'HO'OPONOPONO DELL'IDENTITA' DELL'IO', il mantra di auto pulizia e auto guarigione, ideato nella sua forma semplificata in 4 passi da Morrnah Simeona, l'ultima Kahuna, cioè la custode del segreto o sciamana della filosofia hawaiana Huna, deceduta l'11 febbraio 1992 ( giorno del mio 41° compleanno!) dopo aver nominato erede e divulgatore ufficiale di HO'OPONOPONO DELL'IDENTITA' DELL'IO il dottor Hew – Len, il medico psichiatra di origine hawaiana, laureatosi nello stato dell'Iowa, al quale aveva guarito l'unica figlia da una grave forma congenita di lupus, una malattia autoimmune che si era dimostrata resistente a qualunque terapia farmacologia della medicina ufficiale.
MI DISPIACE, PERDONAMI, GRAZIE, TI AMO sono le 4° affermazioni che compongono il mantra dell' IDENTITA' DELL'IO dove la nostra mente cosciente ha il solo compito di assumersi la responsabilità di ciò che le accade, di qualunque esperienza anche di quelle o, forse proprio, di quelle che sembrano le più 'casuali' e perciò impreviste, non volute, estranee alla coscienza.
L'Io o mente conscia, quando sceglie di recitare il mantra ha finito il suo compito. La cancellazione delle memorie o dei ricordi dolorosi spetta alla mente inconscia, dove come in un hard – disk del PC, sono archiviate tutte le nostre memorie dolorose della vita attuale e delle vite precedenti. Non è importante conoscere quali memorie stiamo cancellando, il dottor Lew Hen afferma che ..l'importante è che la mente inconscia pulisca, pulisca, pulisca incessantemente per fare il VUOTO dove la mente super conscia o SE' SUPERIORE, in connessione costante con il Campo Quantico dell'Universo, lascia spazio all' ISPIRAZIONE DIVINA ché colmi questo vuoto.
E' utile ricordare infatti che la fisica dei quanti ha dimostrato che il flusso delle particelle di luce è costante e continuo cioè non ci sono vuoti temporali o spaziali.
Prima di 'vedere' più da vicino il contenuto di ogni singolo passo è IMPORTANTE evidenziare magari con un bel verde brillante che le affermazioni partono da noi e sono rivolte e dirette al nostro SE' DIVINO. Questo auto orientamento infatti è la qualità che caratterizza questo mantra e lo rende un potente strumento di auto pulizia e auto guarigione attraverso l'Accettazione, il Perdono, la Gratitudine e l'Amore prima di tutto per Se' stessi, poi per gli altri e la realtà circostante che sono lo specchio nel quale si riflette il nostro mondo interiore!
  1. MI DISPIACE mio Sé Superiore se quello che ho dentro di me ha originato quello che è fuori di me.
Si noti che volutamente ho evitato il participio passato 'causato' perché più spesso di quello che si pensi, nella nostra cultura giudaico – cristiana, il termine ' causa' è associato al giudizio e al senso di colpa. Nella filosofia Huna invece l'accettazione della propria responsabilità per quanto accaduto esclude ogni atteggiamento giudicante dell'Ego e il sentimento di colpa che ne consegue. Entrambi infatti, sono manifestazioni della Paura che è un' energia che ha una frequenza vibratoria bassa, lenta e pesante in antitesi con la frequenza dell'Amore che è alta, veloce e sottile.
-2 PERDONAMI mio Sé Superiore se consapevolmente ed inconsapevolmente ho fatto del male a me stesso e agli altri. Si noti come in questo passo è messo l'accento sul perdono verso noi stessi perché nella realtà è più facile perdonare gli altri che se stessi.
-3 GRAZIE. Grazie memoria limitante o ricordo doloroso perché con la tua ( di te) presa coscienza, mi dai la possibilità di ripulirmi e di tornare integro.
-4 TI AMO. Io Ti amo mio Sé Superiore e amo e accetto Me Stesso così come sono.
'Repetita iuvant' dicevano i latini e noi ancora una volta ricordiamo che nel mantra Ho'oponopono dell'Identità dell' IO', IO non significa ego, bensì D'IO cioè il SE' SUPERIORE o la nostra parte Divina.
 
Questo mantra è efficace proprio perché è semplice, non ci sono ricordi da analizzare o memorie da recuperare..ci basti sapere, come afferma il dottor Lew Hen, che siamo immersi in un oceano di memorie e come recita l' ultimo dei 7 principii della dottrina Huna : l'efficacia è la misura della verità. In altre parole per questa filosofia se una cosa funziona è vera e....non vi resta che PROVARE PER CREDERE!
 
A questo punto voglio condividere con voi due episodi che mi sono accaduti di recente e durante i quali, in modo del tutto spontaneo e senza pensarci troppo su, ho recitato il mantra di auto guarigione ripetendo mentalmente: Grazie, Ti Amo. Grazie, Ti Amo. Grazie, Ti amo, per tutto il tempo che ho sentito necessario e, come per magia, il dolore è scomparso..senza lasciare traccia!
Cominciamo con il primo episodio in ordine di tempo. Ero alla guida del mio amato quad quando durante un sorpasso ho sentito un dolore acuto sulla coscia e ho visto le strisce gialle e nere della vespa che, dopo avermi punto, era immobile ad ali spiegate sul tessuto leggero dei miei leggings.
Dopo essere rientrata nella corsia di marcia, con la mano sinistra ho allontanato l'insetto e subito mi sono ritrovata a ripetere nella testa: Grazie, Ti Amo, senza mai fermarmi fino a quando ho trovato un supermercato e sono scesa per comprare l'acqua ossigenata. Ho continuato a ripetere mentalmente o a voce sommessa Grazie, ti Amo e quando il dolore si faceva più intenso aggiungevo anche Mi Dispiace, Perdonami. Ho ripreso il viaggio e dopo soli dieci minuti il dolore era scomparso e la cosa più straordinaria è stata che il pungiglione non ha lasciato né segni né gonfiori come se la puntura non fosse mai avvenuta!
Il secondo episodio che riguarda l'uso del mantra per cancellare la memoria del dolore fisico, è avvenuto sabato scorso quando sono stata operata in day - hospital
per un lipoma, un cumulo di grasso sotto cutaneo, che si era formato alla base della nuca e sulla sommità del capo. Anche in questo caso ho cominciato a recitare Mi Dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo prima dell'anestesiae ho continuato per tutta la durata dell'intervento.Quando ho ripreso conoscenza e l'effetto degli antidolorifici era ormai esaurito, non ho provato alcun dolore se non un leggero fastidio nelle zone dove il chirurgo era intervenuto con il bisturi e eccezionalmente, la cute delle zone interessate non presentava ematomi. Questi due episodi ed in particolare quello relativo all'intervento chirurgico in day – hospital, sono solo due esempi esplicativi di come il mantra 'Ho'oponopono dell'Identità dell'IO' possa essere un valido aiuto che rinforza e prolunga l'efficacia dei farmaci specifici, diminuendone gli effetti indesiderati. In nessun caso il mantra però, può sostituirsi alla terapia medica.
E' utile ricordare che il mantra con la sua costante ripetizione è uno strumento di auto guarigione energetica e in questo senso migliora le nostre percezioni fisiche e psichiche riportando l' equilibrio nel flusso delle particelle di energia, ma non è un farmaco perché non interviene e non altera in alcun modo la chimica dei neurotrasmettitori le sostanze fisiologiche cioè, che veicolano le informazioni tra le cellule del sistema nervoso, altrimenti detti neuroni.
 
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SE MI LASCI NON VALE 2° Parte

 
LA NOSTRA FORZA STA NELL'ESSERE COLPITI SENZA RIMANERE FERITI.
 
Galtung sostiene che è necessario risolvere, gestire o contenere, ma soprattutto trascendere il conflitto o, per meglio dire, superarlo attraverso la creatività,l'immaginazione, la compassione e la perseveranza.
In questa originale prospettiva di tipo collaborativo, il conflitto e la frustrazione diventano delle opportunità per elaborare nuove strategie che indicano strade diverse e più creative per raggiungere i propri scopi … passando attraverso gli ostacoli!
Nella realtà....sono numerosi gli esempi di coloro che di fronte al rifiuto, e in particolare a quello amoroso, si dimostrano incapaci di vedere strategie alternative di rapporto, spazi diversi in cui realizzarsi, differenti esplorazioni del mondo sociale ed affettivo.
E' come se accadesse un black - out cognitivo ed affettivo durante il quale l'individuo perde la capacità di immaginare soluzioni diverse dagli attacchi aggressivi.
Questa difficoltà di trovare risposte ' non violente ', a mio parere, è la diretta conseguenza di un 'successo male – inteso', come riuscita adogni costo.
In realtà dal punto di vista della crescita personale, il successo è l'auto realizzazione che si manifestaquando si fa ciò che è giusto, nel modo giusto, al momento giusto' . ( Maslow )
Immaginiamo ora una tipica scenetta famigliare: marito e moglie davanti alla TV, che si contendono il telecomando per vedere il proprio programma preferito.... Le strategie più frequenti sono: A) vince solo uno dei due ; B) marito e moglie escono dalla stanza e la TV viene spenta; C) marito e moglie si ripartiscono l'uso del telecomando secondo le fasce orarie; D) quando la coppia decide di spegnere laTV e insieme diriordinare la cucina.. il conflitto è trasceso!
 
La collaborazione infatti supera la logica del vincere - perdere, del superiore – inferiore e instaura la logica della cooperazione, della condivisione degli obiettivi comuni. Questi azzerano il conflitto originario che viene invece, elaborato in modo creativo attraverso l'offerta di nuove opportunità.
Questa strategia della collaborazione però è poco praticata perché, nonostante sia vantaggiosa per entrambi le parti in causa, è complessa nell'attuazione.
Richiede infatti tempo per raggiungere un certo grado di consapevolezza. Consapevolezza di sé e della relazione con l'altro da sé, consapevolezza delle proprie responsabilità nelle scelte, nei comportamenti, e negli obiettivi .
La strategia della violenza al contrario non ha bisogno di tempo perché è immediata, ed è l'unico modo per imporre la propria volontà all'interno di una relazione dove ' l'altro' è 'disumanizzato', assimilato ad un oggetto che, se non può essere posseduto, viene danneggiato o distrutto.
E' evidente che l' incapacità di alcuni individui di far fronte alla frustrazione in modo adeguato, consapevoli cioè delle proprie responsabilità e rispettosi dell'identità dell'altro, è indicativo di un difetto dello sviluppo della coscienza.
Coloro infatti che, in una situazione di conflitto emotivo per liberarsi della frustrazione, ricorrono alla violenza, sono soliti giustificare se stessi e il proprio comportamento, mettendo sotto accusa l'altro, colpevole, secondo loro, di essere la causa del proprio disagio emotivo.
Ma che cos'è la frustrazione, come si presenta?
Il termine definisce la condizione in cui si viene a trovare una persona che durante il suo percorso incontra un ostacolo alla realizzazione dei propri obiettivi. Questa condizione in realtà per quanto spiacevole è ' potenzialmente' positiva tant'è vero che l'incontro con situazioni frustranti è condizione necessaria per il bambino e l'adolescente al fine di maturare una sufficiente fiducia nelle proprie capacità ed acquisire le competenze necessarie ad affrontare l'insuccesso.
Alla frustrazione però, diversamente da quanto si era ritenuto in passato e come molti ancora erroneamente credono, non si reagisce necessariamente con l'aggressività.
La frustrazione, nella sua potenziale positività, è considerata dalla più recente psicologia, un'opportunità, uno stimolo a ricercare strade alternative e più creative per il raggiungimento dei propri obiettivi.
Sorge allora spontanea la domanda: Perché ein che modo la frustrazione può diventare un'opportunità di scelta alternativa all'aggressività e alla violenza ? La risposta si trova nei risultati delle più recenti scoperte della fisica dei quanti.
Oramai l'idea che il mondo circostante e noi stessi siamo pura energia, - particelle che oscillano e onde che vibrano in risonanza con diverse frequenze - non solo è una realtà scientifica, ma è entrata anche nell'immaginario collettivo. Sempre con maggior frequenza un numero crescente di persone pratica l'allineamento al Campo Quantico o Matrix Divina per entrare in risonanza con l' Energia della Fonte del Benessere altrimenti detta Amore che, naturalmente, nulla ha a che vedere con il sentimento amoroso.
Nell'ottica della fisica dei quanti l'Amore è la frequenza alta, veloce, sottile, invisibile e impalpabile nella dimensione fisica, alla quale vibrano le particelle e le onde di energia che, in accordo con la legge di Attrazione (LoA), danno luogo alla manifestazione fisica dei nostri desideri di salute, ricchezza, abbondanza e prosperità.
Quando impariamo ad amare ed accettare noi stessi così come siamo, momento per momento e senza condizioni; quando l'Amore e la Fiducia nel Divino che è dentro di noi, trova spazio nel Centro di noi stessi, allora e solo allora, la Paura si scioglie come neve al sole! Scopriamo quindi che l'unico vero antidoto alla Paura è l'Amore, e la Gioia di sapere chi veramente siamo: Esseri di Luce, Uomini Divini.
La Paura, al contrario, ha una frequenza vibratoria bassa e lenta e si muove in un flusso di energia pesante, 'densa' che oscura la Luce della Fonte e crea ombre che distorcono la percezione della nostra essenza spirituale e del nostro reale potere. Quando l'energia d' Amore pervade ogni cellula del nostro corpo, trasforma la realtà circostante, o per meglio dire, cambia i significati con i quali la interpretiamo: il conflitto diventa così una situazione di confronto, e la frustrazione un'opportunità di soluzioni creative. Per una porta che si chiude...si apre un portone...e la fine di un amore ..è l'inizio di una nuova ed esaltante avventura!
Per noi Esseri Spirituali incarnati in questa dimensione terrena ogni esperienza rappresenta la via maestra alla nostra evoluzione attraverso l'espansione della coscienza.
In questa ottica l' esperienza del conflitto in quanto tale si dimostra non solo necessaria, ma inevitabile. La risposta al conflitto e i risultati che ne derivano invece ,ricadono nell'area della responsabilità di scelta individuale.
 
Per chiudere un argomento che non è certo concluso, vi lascio i primi versi della poesia ' La nostra paura più profonda' di Marianne Williamson che magistralmente traduce in versi il 'senso' del mio articolo.
La nostra paura più profonda
non è di essere inadeguati.
La nostra paura più profonda
è di essere potenti oltre ogni limite.
E' la nostra luce, non la nostra ombra,
a spaventarci di più.