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Il blog di Claudia Mancini

settembre 2011

Grazie, Grazie!

 
 
Le tre Grazie ed Il mito della gratitudine
 
Le tre Grazie che i greci chiamavano Càriti, erano le tre
figlie di Giove e Venere, dispensatrici delle tre qualità
fondamentali dell'antica idea di bellezza perfetta che
l'uomo moderno definisce benessere interiore: Aglaia lo
Splendore, Eufrosine la Gioia e Talìa la Prosperità.
 
All'inizio furono rappresentate da semplici pietre non burattate,non lavorate
cioè dalla mano dell'uomo, ma naturalmente levigate dall'acqua dei fiumi e
degli oceani. La pietra della gratitudine infatti non si compra e non si vende
in nessun luogo ...la puoi trovare ovunque.
Puoi raccoglierla in ogni momento... durante una gita al mare, in montagna
o anche in campagna, e tenendola tra le mani sussurrarle semplicemente 'grazie'.
Portala sempre con te e accarezzala dolcemente per non dimenticare di esser
grato nella gioia e nel dolore!
Con il tempo queste pietre naturali si trasformarono..... in splendide fanciulle
vestite di velo trasparente o nude per indicare che la semplicità le rende amabili!
Allora si manifestarono :
Giovani per mantenere 'fresco' e ' vitale' il ricordo dei benefici ricevuti.
Vergini per indicare il carattere puro e disinteressato dei benefici dati.
Vivaci e snelle perché le buone azioni non si fanno aspettare a lungo.
Danzanti in cerchio perché le buone azioni circolano e ritornano da dove sono partite.
Alla fine tenendosi per mano perché i benefici reciprocirinsaldano i rapporti tra gli uomini.
Nel tempo le 'figure' delle tre giovani Grazie prendono e mantengono un preciso orientamento che indica, per così dire,il movimento dell'energia stessa.
E così mentre una Grazia è di spalle, le sorelle che l'affiancano sono di profilo o con il viso rivolto in avanti, ad indicare che perogni buona azione ne tornano indietro due!
E.... dal momento che l'energia dell'Universo non fa distinzione tra buoni e cattivi ...credo sia superfluo ricordarti che lo stesso identico risultato si ottiene con le cattive azioni!
A mio parere questa idea è ben rappresentata dal particolare dell'affresco nella stanza degli Angeli di palazzo Farnese a Caprarola, dove all'arciere che schiocca in alto una freccia ne tornano indietro due.
Come esiste un legame sottile, ma diretto tra renderGrazie e BenEssere, così un legame sottile, ma diretto, unisce il sentimento della Gratitudine alla Memoria.
Mnemòsine, personificazione della Memoria, e madre delle nove Muse, ci indica che non può esistere Armonia dentro e fuori di noi senza Memoria.....
Il mito di Egeo narra la storia di questo legame...e ci invita a vedere che un Cuore senza memoria e senza sentimento, chescorda ciò che ha ricevuto..è anche un Cuore scordato..nonconnesso e allineato con la sua Matrice Divina! Ora immagina Egeo, l'anziano re di Atene che, affacciatodall'alto del suo palazzo, scruta angosciato il mare in attesa diveder ritornare la nave di suo figlio. Teseo infatti era partito alla volta di Creta per una missione disperata: uccidere Minotauro, il terribile mostro che viveva nel labirinto
dell'isola, e che, con la richiesta di sacrifici umani, teneva in scacco il popolo ateniese.
Teseo avrebbe dovuto sostituire le vele nere delle nave con le vele bianche per mostrare al padre Egeo che aveva ucciso Minotauro e stava tornando ad Atene sano e salvo. Ma quando il re si affacciò dal palazzo per guardare l'arrivo della nave di suo figlio....vide le vele nere e disperato si uccise precipitando nel mare che da lui prese il nome. Eppure Teseo era sulla nave e tornava vittorioso in patria!
Come era potuto accadere che Teseo avesse dimenticato di issare le vele bianche...provocando così la drammatica morte di suo padre?
L'amnesia dell'eroe non è casuale, ma trova ragione nel suo profondo distacco e nella sua totale mancanza di emozioni, che rendono Teseo, prima di tutto ingrato e crudelmente ingiusto nei
confronti di Arianna, la principessa di Creta che prima gli aveva procurato le armi per uccidere il mostro e poi lo aveva aiutato ad uscire dal labirinto con il famoso filo e che Teseo, dopo aver raggiunto l'obiettivo, abbandona su un' isola deserta.
Esser grati e rendere grazie dunque significa riconoscere, attraverso la memoria, il dono e per questo provare empatia, e simpatia per il donatore...strumento inconsapevole del grande
Benefattore Cosmico!
Grazie Universo!
Un abbraccio
Liberamente tratto dal dizionario mitologico on line
Consulenza dei simboli nell'arte di Pietro Belei
 
 
 

Tendo la mano alla divinità

 
Lapietradiparagone
Quando le domande e i dubbi sono memorie da lasciare andare
 
 
Tendo la Mano alla Divinità

Caro blog,
Mi Dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo!
 
 
Gentile Claudia,
Ti ringrazio per l'opportunità di ripulire.
Sono qui perché il mio unico scopo è ripulire, e non per rispondere alle domande.
Continua nella pulizia tua e del tuo blog e la risposta arriva...o forse è già arrivata.
Pace dell'Io
Nello
 
Questo è il testo della email, arrivata oggi lunedì 26 settembre, alleore 9.33, con la quale Nello Ceccon ha risposto alla mia domanda sulla bottiglia da utilizzare per l'acqua solarizzata, inviata per email sabato scorso.
Questa invece è la risposta che..' forse è già arrivata' da Carla...sempre oggi lunedì, ma alle ore 9.46, per Dafne e che si legge nei commenti all'articolo, precedente a questo, Hooponopono dell' I-dentità del Sé del 17 settembre:
Buongiorno a voi :-) Dafne, chiarire è sempre giusto e chiedere a Nello pure comunque basti andare nel libricino che ci è stato dato per l'occasione e leggere allo strumento "acqua solarizzata" ... non specifica il materiale della bottiglia (se fosse stato basilare lo avrebbe fatto, no? :-)) mentre tassativa è l'acqua che deve essere di rubinetto (ahimè)Resterò sempre e comunque una sostenitrice del vetro. Aloha a tutti, Carla
 
Grazie a Voi Tutti: Andrea, Silvia Paola, Carla, Dafne, Nello … per esservi manifestati sul mio percorso....e per l'opportunità che mi avete dato di 'aggiustare ' dentro e fuori di me.....anche il mio blog vi ringrazia !
Un abbraccio generoso
Puoi seguire lo sviluppo dell'argomento sul forum cliccando qui
 

ANEMOFOBIA

 
quando il vento soffia forte..
 
Ieri l'altro ero dietro i vetri della finestra a guardare il cielo limpido e ad ascoltare il vento che soffiava forte tra le case. A me piace sentire il sibilo del vento, ma non è così per tutti e..... mi è tornato in mente Cassio che, anni fa, quando vivevo ancora a Roma, era forse il 1989, venne nel mio studio perché lo aiutassi a liberarsi, e cito a memoria le sue parole: 'dalla paura del sibilo del vento... che quando soffia forte mi toglie il respiro!'.
Cassio aveva 40 anni e da quando era molto piccolo, ogni qualvolta sentiva fischiare forte il vento, gli mancava il respiro, diventava così nervoso e irrequieto che non riusciva a stare fermo e tanto meno a distendersi sul letto per dormire.
Se chiudeva gli occhi per rilassarsi un po', davanti a sé vedeva tutto nero e sentiva il tonfo metallico di una pensante porta di ferro che si chiudeva alle sue spalle.
Da circa due anni abitava in un attico al 6° piano di una palazzina che, per la sua posizione antistante l'immensa distesa di un parco pubblico, era esposta, come diceva lui stesso, ai quattro venti e gli risultava sempre più difficile gestire questi momenti di involontaria inquietudine.
Per i successivi quattro mesi, una volta la settimana insegnai a Cassio a praticare le diverse fasi del training autogeno di base del dottor Schultz, perché si esercitasse da solo a casa o al lavoro fintanto che non fosse stato in grado di raggiungere lo stato di 'autogenia' in pochi secondi ed in modo del tutto automatico.
La pratica del training autogeno di base o T.A. è indispensabile per portare la persona al livello del training autogeno superiore o T.A.S.
Non preoccuparti.. questo articolo ha uno scopo divulgativo e perciò ti risparmio qualunque spiegazione tecnica su T.A. e T.A.S..
Ti invito soltanto ad immaginare il T.A.S. come la chiavetta internet che apre il programma di comunicazione con la banca dati del tuo inconscio e 'autonomamente' recupera soltanto le informazioni utili alla soluzione del problema.
 
Ed ora torniamo a noi …. il gran giorno è arrivato …..ora Cassio potrà scoprire cosa si nasconde dietro la 'sua' paura del vento!
Sono seduta accanto a lui che, in uno stato di profondo rilassamento comincia a verbalizzare tutto ciò che pensa, sente e vede..... la sua voce è cantilenante come quella di un bimbo piccolo....ecco comparire l'immagine di un neonato nella culla... tanti volti chini su di lui..... riconosce la nonna, suo padre, le zie, la vicina di casa...il medico di famiglia...sente che sono tutti molto preoccupati per lui...comincia a piangere sommessamente....ha paura...nonriesce a respirare.......si sente soffocare....qualcuno urla da lontano...riconosce la voce di sua madre....all'improvviso cala il buio...il dottore gli ha messo la maschera dell'ossigeno..è troppo grande per lui..e gli copre gli occhi....poi sente un sibilo...e l'aria gli entra nei polmoni...poi un tonfo...il dottore ha posato in terra la bombola dell'ossigeno....gocce di sudore gli scendono dalla fronte....tossisce....boccheggia.....il respiro è corto..... riprende a respirare normalmente.... torna la luce...e vede il viso del dottore che sorride....anche sua nonna e suo padre sorridono......ora c'è anche sua madre...lo prende in braccio.....lo culla …...
Cassio riprende lentamente contatto con la realtà... muove lentamente le dita delle mani e dei piedi...apre gli occhi.... sorride... e distende le braccia....e ricorda.... aveva solo 10 giorni quando prese la broncopolmonite capillare..era la vigilia di natale del 1950 e lui si trovava a casa dei nonni materni, vicino Roma, dove era nato il 14 dicembre ..durante una visita di sua madre ai suoi genitori. Cassio sapeva di aver avuto la bronco- polmonite, ma nessuno dei suoi famigliari gli aveva mai riferito l' episodio della bombola di ossigeno, che era invece l'origine della sua fobia.
Suo padre in particolare aveva sempre associato la sua guarigione alla penicillina che era il primo antibiotico di quegli anni.
 
Ogni fobia ha origine nella storia della persona. E' legata ad una o più esperienze precedenti negative che non sono facilmente accessibili alla memoria, perché rimosse dalla coscienza, sono state registrate ed archiviate nell'inconscio.
Questa rimozione nell'inconscio è inevitabile quando si tratta di esperienze molto precoci, che accadono cioè in una età in cui le strutture del sistema nervoso centrale non sono sviluppate per consentire l'elaborazione dell'esperienza stessa.
A questo riguardo è bene ricordare che ogni esperienza, anche la più negativa o dolorosa non è di per sé traumatica, ma lo diviene in relazione alla capacità di elaborazione emotiva e psichica della persona.
Vien da sé che un neonato o un bimbo di pochi anni non è in grado di affrontare e risolvere sul piano mentale, emotivo e psicologico un'esperienza 'più grande di lui'. Ecco allora che il nostro inconscio al quale nulla sfugge e che elabora 11 milioni di bit di informazioni al secondo, registra e archivia nel suo database. L'informazione archiviata però rimane per così dire in stand-by, pronta ad riattivarsi in relazione ad eventi e situazioni esterne evocative dell'esperienza originaria, fintanto che non viene integrata nella coscienza, come nel caso dell'anemofobia di Cassio o cancellata dall'archivio, come insegna il dottor Lew Hen con il mantra di auto pulizia e guarigione Ho'oponopono: Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti Amo.
 
Un abbraccio generoso
 
 

HO'OPONOPONO DELL'I-DENTITA' DEL SE'

 
Aggiornamenti 2011
 
Sabato 10 e domenica 11 settembre, si è svolto a Riccione il seminario Ho'oponopono – I-dentità del Sè, organizzato dall'associazione Ho'oponopono Italia di Stefania Montagna e Nello Ceccon e condotto dal dottor Hew Len .
Due giorni prima della data di inizio, una email indicava il Palazzo dei Congressi come 'nuova' sede del seminario, scelta dell'ultim'ora per accogliere il gran numero di iscritti e di coloro che ancora chiedevano di partecipare!
Fatto sta che, quando il dottor Hew Len, con il suo immancabile cappellino a visiera, alle 10 in punto di sabato mattina è salito sul palco, nella sala c'erano 800 partecipanti venuti da tutta l'Italia!
Dopo l'applauso di benvenuto, è calato un religioso silenzio e il suono delicato e gentile della voce del dottor Hew Len, tradotta da quella italiana di Vincenzo, si è diffuso per la sala.
Era settembre 2010, quando attraverso il sito di Josaya ho incontrato nel web, il dottor Hew Len e ho cominciato a praticare ho'oponopono e finalmente, esattamente un anno dopo, il gran giorno era arrivato...ed ora ero seduta lì accanto a mio marito Pietro, per ascoltare dal vivo il dottor Hew Len!
 
Già al momento dell'iscrizione, avvenuta a marzo di quest'anno, avevo avuto la sensazione che questo seminario, anche se non mi aspettavo nulla di preciso, sarebbe stato molto importante per la mia crescita personale e professionale..ed è stato proprio così!
Dopo tre giorni dalla fine del seminario, mi sento di affermare che questa esperienza ha trasformato profondamente il mio atteggiamento nei confronti delle memorie così che, ora quando dico 'Ti Amo' rivolgendomi ai giudizi, e alle critiche, mie o condivise con altri non fa alcuna differenza, lo dico con l'entusiasmo e la gioia di un Cuore che ama...e forse, come afferma il dottor Hew Len mi sto veramente innamorando, del mio bambino interiore !
 
Ed ora ecco gli aggiornamenti dell'acqua solarizzatablu, o per meglio dire, il processo aggiornato per solarizzare l'acqua, uno tra gli strumenti di pulizia della pratica di Ho'oponopono.
L'acqua solarizzata blu infatti è lo strumento più diffuso di questa pratica di auto guarigione e ormai sono molte le persone che, senza aver partecipato ai seminari, la usano regolarmente ed è per questo motivo che ho ritenuto importante condividere con voi le ultime ' novità' relative al procedimento per ottenere questa acqua purificatrice di memorie.
Come ha affermato il dottor Hew Len 'la Divinità si è aggiornata', e ora per solarizzare l'acqua di rubinetto va bene anche una bottiglia di plasticablu, che va esposta al sole da un minimo di 15 minuti ad un massimo di 60minuti, secondo la sensibilità individuale.
A proposito delle bottiglie di plastica blu...hai notato che ultimamente se ne vedono sempre di più in vendita nei supermercati?
Altra novità importante per solarizzare l'acqua, che, come la precedente, è inviata dall'Universo per facilitarci le cose, è la possibilità, in mancanza di sole, di esporre la bottiglia d'acqua da solarizzare anche sotto una lampadina ad influorescenza ...e anche questo è un grande aiuto da parte dell'Universo che sa sempre ciò di cui abbiamo bisogno,... visto che le classiche lampadine ad incandescenza sono ormai introvabili!
 
 
Ringrazio dal profondo del cuore tutti coloro che erano presenti con me a questa rigenerante esperienza e con i quali ho condiviso e lasciato andare un fiume di memorie e che citerò nell'identico modo in cui si presentano le memorie stesse ...cioè in ordine sparso: Pietro mio marito, il dottor Hew Len, Vincenzo il traduttore, l'assistente, proveniente dallo stato della Virginia, del dottor Hew Len, ogni partecipante che ha fatto domande in aula, chi ho incontrato durante e fuori le pause, e naturalmente l'Universo che anche questa volta, come sempre, mi ha ispirato per il meglio!
Un abbraccio generoso
 
Questo post ha dato vita ad un confronto sul forum,  per seguirlo clicca qui
Leggi anche il naturale sviluppo di questo post Tendo la mano alla divinità
 
 
 
 

Incontrarsi a Roma

 
INCONTRARSI A ROMA
Venerdì 16 settembre a Roma, alle ore 17, presso la libreria IL FILO, in via Basento 52, ci sarà la presentazione del mio libro INCONTRARSI CON LE PIETRE', edito dalla casa editrice ALBATROS.
Come è naturale sono emozionata al pensiero di tornare nella mia città che ho lasciato 11 anni fa e mi rendo conto che il cuore misura la distanza non in chilometri ma in ricordi. In fondo da casa mia per arrivare a Roma sono solo 40 chilometri e qui a Civita Castellana c'è gente che tutte le mattine in auto o in treno va a lavorare giù a Roma.
Tra me e la Città invece ci sono 50 di memorie di vita e ogni andata è per me un 'amarcord'. Questo evento ha il carattere speciale della prima volta dal sapore antico! Il primo giorno di scuola, il primo dettato, il primo esame, la prima amica del cuore, la prima cotta, il primo amore, il primo figlio. A pensarci bene la vita è il susseguirsi di tante prime volte, alcune previste altre inaspettate, attraverso cui il tempo scorre come i minuti sul quadrante di un orologio!
L'uscita del libro è stata una prima volta non solo inaspettata, ma soprattutto combattuta tra il desiderio e la paura di veder il libro, è proprio il caso di dirlo, messo bianco su nero! La stesura infatti, è del 2006 e soltanto nel 2010, dopo aver sciolto i blocchi emotivi, superato le convinzioni limitanti, e tutto quello che mi imbrigliava al passato, sono stata pronta per la pubblicazione. Incontrarsi con le Pietre rappresenta la realizzazione di un desiderio, un successo sul piano personale che avrò il piacere di condividere con coloro che saranno presenti venerdì prossimo 16 settembre, ore 17.
Un abbraccio generoso
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Copertina Incontrarsi con le pietre di Claudia Mancini