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Il blog di Claudia Mancini

La pazienza di Giobbe

 
SICURI della PAZIENZA DI GIOBBE?
 
 Alzi la mano chi per lo meno una volta non ha usato o ha sentito dire l'espressione ' che pazienza, qui ci vuole la pazienza di Giobbe!'. Mia madre la ripeteva quasi ogni giorno, magari alzando gli occhi al cielo e con un lungo respiro di rassegnazione. A me in realtà, la rassegnazione non mi ha mai convinto, nel senso che non l'ho mai considerata un valore per andare in paradiso! Già da bambina sentivo che non era giusto subire le molestie e le angherie altrui senza rispondere in modo adeguato, e tra me e me pensavo che per affrontare certe situazioni era meglio ribellarsi che essere pazienti! Senza che me ne rendessi conto tra i due mali avevo scelto il male minore e una parte di me percepiva che in ogni caso la ribellione era l'altra faccia della rassegnazione anche se ne ignoravo il motivo, fino a quando molti anni dopo, ho capito che era così perché entrambi hanno origine dalla paura e appartengono al copionedel ruolo della 'vittima'. Da 6 mesi stavo vivendo una situazione con un affittuario, che di 10 giorni in 10 giorni, ogni volta con una scusa diversa, rimandava il momento di lasciare libero il mio appartamento , e ad ogni rinvio il mio disagio, la frustrazione e la rabbia si facevano più 'forti ' tanto da farmi capire che erano segnali che partivano da lontano perché erano memorie legate alla mia infanzia, e forse anche a vite passate. Mi sono rivolta allora al mio Sé Superiore confidando nel suo aiuto e ho cominciato a ripulirmi, facendo i 4 passi sulla via del Cuore: Mi spiace, Perdonami, Grazie, Ti amo! L'energia di questa persona in particolare, e la situazione in generale, mi hanno allora riportato a mio padre, e al rapporto di sottomissione che mi ha legato a lui per tutta la sua vita e che ancora evidentemente tenevo ben stretto tra le mie mani! Tutto ad un tratto mi è stato chiaro che come allora, mi sentivo impotente nei confronti di questa persona, e se con i pensieri mi ribellavo cento volte al giorno, non agivo nulla ( per fortuna !) dicendo a me stessa che forse avevo manifestato questa esperienza proprio ora per imparare finalmente ad essere paziente, nel senso di sopportare con rassegnazione perché tanto non c'era niente che potessi fare e, come diceva mia madre, non avendo altra via d'uscita non mi rimaneva che la famosa pazienza di Giobbe!. Ho continuato incessantemente a ripulirmi dai miei pensieri e ricordi ribelli fino a quando... mi è sorta spontanea una domanda: ' Ma siamo proprio sicuri che Giobbe fosse paziente? Ma cos'è questa pazienza di Giobbe? Cosa vuol dire avere la pazienza di Giobbe? Più domande mi facevo più mi rendevo conto che questi interrogativi nascondevano in realtà una 'convinzione depotenziante' della mia capacità di co-creare la realtà e che di conseguenza rappresentavano almeno una parte della vittima che ero stata e che questa parte si era riaffacciata proprio ora per darmi l'opportunità di uscirne una volta per tutte. Con questa nuova consapevolezza ho cominciato la mia ricerca in internet e, in linea con il principio chiedi e ti sarà dato, ho trovato finalmente la risposta che cercavo. Eccola!: ' La pazienza è il lungo respiro della passione. Ogni grande passione ha bisogno della pazienza e ne deve essere degna. E la vera pazienza è l'esatto contrario della resa senza passione o della rassegnazione. Vera pazienza è sempre passione spiritualmente approfondita' ( E. Juengel ). Che magnifiche e potenti parole hanno risuonato nel mio Cuore! Finalmente scopro che Giobbe da un certo punto in poi, per l'esattezza dal 3° libro biblico, sembra perdere proprio la sua proverbiale pazienza fatta di sopportazione e sottomissione così cara alla tradizione popolare!.A ben vedere Giobbe non è paziente perché non subisce e non si rassegna agli eventi, ma èpaziente perché non cede alla tentazione di sentirsi vittima degli eventi!A questo punto immagino che tu voglia conoscere il finale della mia storia. Semplicemente, - si fa per dire ! - mi sono rivolta ad un avvocato per ' adire le vie legali' ormai libera dalla tentazione di affidare me stessa ad una persona che nei fatti si era dimostrata inaffidabile. Insomma come diceva il grande Totò: 'Ogni limite ha la sua pazienza!'

5 commenti a La pazienza di Giobbe:

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sere on venerdì 9 marzo 2012 20:19
Claudia..che bello leggerti...nn vedevo l'ora che arrivasse il nostro appuntamento...che dire???tocchi un'argomento a me molto"caro" hihihihih ho spesso riflettuto sulla Pazienza..la Santa Pazienza...questa invocazione a cui tutti noi facciamo affidamento...da piccola..mi è stato insegnato questo...consciamente o inconsciamente..Sorridi sempre Serena..sii buona ..sii brava..sii dolce...Serena cresce..e si dice...mi è stato insegnato..sii stupida?sii sempre accondiscendente?no..Serena mi dispiace..perdonami..io ti amo...ma nn puoi piu' continuare cosi'...allora la Pazienza si è trasformata pian piano in ribellione...maturata adesso nel rispetto...consapevolezza e dignita'.. dico quello che c'è da dire...quello che c'è da fare...bello o brutto che sia(ma come sappiamo gia'.. dipende da che punto si guardano le cose...vorrei che si sospendesse il giudizio per un attimo)ho imparato a verbalizzare ogni mia sensazione bella o brutta che sia...e con questo nn permettere agli altri ulteriori angherie...mi auguro ..ci auguro un allineamento continuo e felice che tutto sa..e tutto eleva...grazie claudia...
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claudia mancini on venerdì 9 marzo 2012 20:53
Ciao Serena..felice di trovarti al 'nostro' appuntamento ... ..le tue parole...mi convincono sempre più che sono soprattutto le situazioni a noi molto 'care'..quelle della nostra infanzia..che ci offrono la più grande e meravigliosa delle opportunità...CANCELLARE MEMORIE E RIPULIRCI con i 4 passi sulla via del Cuore..Mi spiace, perdonami, Grazie, Ti Amo...è allora che il nostro passato si trasforma in un meraviglioso ' presente '. Grazie, Ti amo..Grazie, Ti amo...sempre!


Semplicemente Io on lunedì 2 aprile 2012 02:53
Ciao Claudia, prima di tutto volevo farti i complimenti per il blog. Leggerti mi ha fatto riflettere e analizzare il mio passato. Sono convinta che in qualche modo mi stia portando dentro i segni di qualcosa che non ho avuto... la serenità! La pazienza non è mai stata il mio forte, in famiglia, piuttosto che accendere gli animi e dare vita a discussioni evitabili ho sempre preferito stare zitta e chiudermi in camera. Successivamente sono passata alla fase ribelle, dove non ne risparmiavo una! Nemmeno così andava bene, ogni cosa che dicevo creava tensione, si finiva per litigare e tenersi il muso per giorni. Nella mia terza fase, sono tornata a portare "pazienza" tra virgolette perchè ci provo... cerco di buttarmi alle spalle le cose meno importanti, (anche se per la mia sensibilità è molto difficile) e cerco con le dovute maniere di non farmi mettere i piedi in testa da nessuno. Il problema è uno solo... mi sto tenendo dentro troppe cose e ho paura che prima o poi esploderanno!
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claudia mancini on lunedì 2 aprile 2012 11:34
Ciao Semplicemente Io...che piacere trovarti sul blog... e dal momento che nulla avviene per caso e tutto per una ragione divina...ti sono grata per il tuo link che ci permette di incontrarci qui alla pietra di paragone.. la tua storia risuona con la mia..e conosco bene 'la terza fase' per averla sperimentata nel tuo stesso ordine...in effetti hai perfettamente ragione quando dici che questa fase di ritorno trattiene dentro di te troppo cose che prima o poi esploderanno.. e dal momento che non si può riempire di 'nuova' acqua il bicchiere ancora pieno è giunta l'ORA per te di svuotarlo al meglio che puoi..correndo magari il rischio di essere fraintesa..ma nella piena consapevolezza di stare agendo a tuo favore e mai contro l'altro ( a questo proposito c'è l'ultimo articolo dal titolo ' Io Mi Amo' che è un po'il completamento di questo)...per ripulirti poi dalla paura ( perchè di questo si tratta!) mi spiace, perdonami, grazie ti amo! Un abbraccio e davvero grazie!


Repliki zegarków on venerdì 18 aprile 2014 04:22
esperienza proprio ora per imparare finalmente ad essere paziente, nel senso di sopportare con rassegnazione perché tanto non c'era niente che potessi fare e, come diceva mia madre, non avendo altra via d'uscita non mi rimaneva che la famosa pazienza di Giobbe!.
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