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Il blog di Claudia Mancini

LA NOSTRA PAURA PIU PROFONDA

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La nostra paura più profonda….
 
 
Paura dal sostantivo latino 'pavura', a sua volta derivato dal verbo pavere: paventare…avere paura…temere.
La paura è quello stato mentale che induce ansia. L'inquietudine che precede un esito non desiderato. Si dice che la paura é una cattiva consigliera perché ottenebra la mente, disgrega i processi mentali più elevati e annulla il buonsenso. Quando la paura è morbosa, cioè assolutamente innaturale e incontrollata, diventa fobia.
Sembra che l'uomo ' moderno' , o per meglio dire post-moderno o contemporaneo, sia afflitto da sei 'semplici' fobie, nel senso che queste fobie non sono riconducibili e quindi non sono derivate da altre…insomma sono….numeri primi, paure primarie, non scomponibili: paura della povertà, della vecchiaia, della perdita dell'amore, delle critiche, della mancanza di salute e naturalmente…la nostra più grande paura: quella della morte!
Dopo il tipo greco, cristiano e borghese, l'uomo contemporaneo è il quarto tipo umano occidentale della storia ed la sua caratteristica principale è quella di rappresentare il punto d'arrivo del processo di laicizzazione e secolarizzazione della cultura, che iniziato nel '700 con l' Illuminismo è arrivato fino ai giorni nostri.
Questo tipo d'uomo infatti, parla sempre dei propri diritti e quasi mai dei diritti altrui, e soprattutto non riconosce alcuna dimensione trascendente e non ammette alcuna forma di spiritualità, si identifica con il corpo e con i suoi processi vitali. La ricerca bio-medica, l'analisi statistica e più in generale, la scienza, studia e descrive le persone come 'individui', cioè unità di studio, o con un termine, ancora più astratto, mutuato dall'inglese,' item ', mentre in realtà la persona, come 'essere umano considerato in sé e nelle sue funzioni sociali ' appartiene in qualche modo al mondo dello spirito. La persona infatti, è tale in forza di ciò che è e non di ciò che ha e tanto meno in forza del riconoscimento che può ricevere dalla società e dall'altro.
Il concetto di persona indica quindi scambio, dialogo, comunione e in ultima analisi relazione con il Divino fuori e dentro di sé, mentre il concetto di individuo indica singolarità, solitudine e chiusura in se stessi.
La persona è tale in quanto ha la potenzialità del rapporto con l'altro, e questo rapporto dell'io con il tu, la spinge e la immerge profondamente nel dinamismo del dialogo. Allora la relazione 'io - tu' non è qualcosa di accidentale o di superfluo che si aggiunge alla persona, ma è quello spazio condiviso che rivela e costituisce sia l'io sia il tu, il noi, uniti in un rapporto di eguaglianza, apertura e disponibilità alla comunione con l'altro, che trae origine ed energia dal rapporto di eguaglianza, apertura e disponibilità alla comunionen nel dialogo con la parte più profonda di noi stessi dove alberga la centralità del nostro Essere Divino.
Tutto questo può manifestarsi quando la preghiera non si identifica o si limita alla richiesta, all'invocazione o alla supplica, ma diviene mutuo scambio di parola, amore e gratitudine con la divinità….mi dispiace, perdonami, grazie, Ti Amo… quattro frasi che racchiudono e in realtà. sono l'essenza propria del dialogo interiore dell'uomo con la parte più vera di se stesso.
Diversamente, la preghiera, come in tutte le religioni, soprattutto quando è recitata a memoria, è piuttosto una 'condotta magica',alla quale si attribuiscono poteri sovrannaturali per il semplice fatto di recitarla..senza alcun azione concreta da parte della persona, che indichi la sua volontà di agire per rendere possibile il cambiamento di cui egli solo è responsabile.
Dove invece c'è dialogo, comunicazione, scambio e apertura, in una parola Amore, energicamente inteso, non ci può essere né paura, né solitudine, né ego..e la colpa si annulla per lasciare posto alla responsabilità…la speranza si trasforma in consapevolezza e l'accettazione diviene libertà.
Se in questa diversa ottica ora si prendono in esame le sei 'semplici' paure dell'uomo moderno, definite all'inizio di questo articolo, ci si rende immediatamente conto che, pur rimanendo paure primarie, tutte e sei sono legate da un comune denominatore o, in alte parole, sono la manifestazione di un medesimo evento:la rottura del legame, del non allineamento,della mancata sintonizzazione ,della perduta armonia, con la pienezza dell'Essere Divino.
Negata questa parte e reciso questo legame, l'uomo infatti, non è che un atomo disperso nel grande mare degli eventi, tutti ugualmente transitori e ugualmente sfuggenti…. perché in fondo la sola cosa che l'uomo ha la capacità di 'afferrare', stringere e abbracciare… è la propria anima…non certo le cose!
Consapevole di ciò e con il desiderio di ripulire l'anima e alleggerirla dal peso delle memorie che sanno di dolore, dei ricordi che evocano solitudine e paura… e mantenere così saldo il legame ormai ritrovato ….continuo ogni giorno e in ogni momento a dialogare con il mio Divino…facendo 4 passi con il Cuore in mano: mi dispiace, perdonami, grazie, Ti Amo…
 

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