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Il blog di Claudia Mancini

ALLA RICERCA…DEL TEMPO CHE FU

 

Tra pochi giorni, esattamente il 14 febbraio giorno di San Valentino, saranno trascorsi 4 mesi dalla morte di zia Anna Maria e soltanto ora comincio a fare davvero i conti con la sua scomparsa.Ogni mattina al risveglio il desiderio di ascoltare la ‘sua’ voce al telefono si accompagna alla consapevolezza che all’altro capo dell’apparecchio non ci sarà più nessuno a parlarmi…ed è allora che ascolto il silenzio vuoto di suoni, l’eco muta del mio cuore. Mi rendo conto che fino ad ora che, tra i preparativi del viaggio, la lunga permanenza all’altro capo del mondo, il rientro e il periodo di ritorno alla routine quotidiana, praticamente non mi sono concessa il tempo, e forse neanche la voglia, di sentire la mancanza di colei che per me ha rappresentato l’ultimo baluardo della mia famiglia paterna. Soltanto ieri ho avuto il coraggio di guardare, con la sensazione in realtà di ‘violare’ l’intimità di ricordi che non mi appartengono, le foto ingiallite della sua vita e grande è stata la mia commozione nello scoprire che molte immagini ci ritraevano insieme. Zia ed io, a 2 anni, sulla spiaggia di Ladispoli……noi sulla terrazza della sua casa al mare a Torvajanica…..io mascherata da damina insieme a lei e nonna…..lei ed io al matrimonio della sua amica di sempre……fotografie che non avevo mai visto neanche a casa dei miei e non poteva essere altrimenti, dal momento che facevano parte della sua vita, della ‘loro’ vita’, perché mia zia è vissuta sempre con sua madre e suo fratello nella stessa casa che non ha mai voluto lasciare. Tra le fotografie, è spuntato un foglio a righe di 3° elementare, anch’esso ingiallito dal tempo, con su scritto in alto a destra, come si usava una volta, ‘ Ferragosto 1960’ e ricordo che a giugno di quell’anno, quando Roma era stata scelta come sede dei giochi Olimpici, mi ero ammalata di polmonite e avevo corso seri rischi perché non era stata diagnosticata tempestivamente….Ecco alcuni brani della lettera indirizzata a mia nonna: Cara nonna, ti scrivo per darti mie notizie. Qui a Rocca di Papa mi sono rimessa e anche un pochettino ingrassata…Tu come stai? Mi auguro bene, e zio Luciano e zia Anna cosa fanno? Perché non ci venite a trovare?.....Mamma tutte le mattine mi ricordava di scriverti, ma io rimandavo al pomeriggio e così per giorni, ma non per questo non ti penso, ti voglio tanto bene sei la mia cara nonna Lella……voglio tanto bene anche a zio Luciano e a zia Anna……Ho cercato allora di riportare alla memoria questo e altri momenti teneri ….ma invano….eppure ‘devono’ esserci….ma per un motivo a me ignoto la mia mente non è in grado o peggio, non vuole trovarli….. E’ come se l’intera mia vita fino ad oggi sia velata di tristezza….. una nebbia a volte più densa, a volte più sottile, che comunque colora di grigio ogni ricordo….mi dispiace, perdonami, Grazie, Ti Amo!!! So con certezza che il mio stato d’animo di oggi, riattivato dalla scomparsa di mia zia, abbia a che fare con ‘il lasciare andare’, o meglio con la mia difficoltà a lasciare andare….a perdonare…..a perdonarmi…a perdonarli…….mi dispiace, perdonami, Grazie, Ti amo!!!! Sono tante le strade che ho percorso e continuo a percorrere….le tecniche che ho usato e che continuo ad usare … i seminari che ho frequentato…….i libri che ho letto e che continuo a leggere….gli esercizi che ho praticato e continuo a praticare....e anche se, in questo momento, ho l’impressione che, come scrive Nicholas Sparks, ‘ c’è una grande differenza tra quello che desideri e quello che ottieni nella vita’….scelgo di continuare sulla strada della ricerca della serenità, della pace….mi dispiace, perdonami, Grazie, Ti amo!!!!

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