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Il blog di Claudia Mancini

febbraio 2015

RISVEGLIO ALLA NUOVA VITA




Sono ormai 2 settimane, 'mas o meno', che al mattino apro gli occhi davanti all'azzurra distesa dell'Oceano ed ogni giorno ho l'impressione di vivere un sogno e solo allora mi rendo conto che sono ben desta e quello che vedo attraverso le pareti di cristallo della mia camera e' la realta' tanto immaginata e alla fine creata da me e Pietro che in questa casa ha profuso tutta la sua esperienza, professionalita' e il proprio amore nel ridare vita alle case lasciate in abbandono. ' Las Mariposas' continua ogni giorno ad arricchirsi di particolari, di piccoli oggetti, gli ambienti gia' terminati si colorano di intimita' e quelli in fase di completamento prendono forma.... e la trasformazione continua... dentro e fuori di me. L'esperienza della malattia, con i suoi tempi lenti, che sembravano non finire mai, il suo dolore, la sua inerzia e' ormai un ricordo lontano. Ora le ore scorrono veloci, io mi sento piena di energia come e piu' di prima, con tanta voglia di fare, ma soprattutto di vivere ogni istante con la consapevolezza del valore e della bellezza della Vita. A poco a poco sto facendo mia la convinzione che quanto piu' la propria crescita ha obiettivi importanti, maggiori e intense sono le sfide da affrontare. Cosi' e' stato per me l'adattamento lento e costante ai ritmi dominicani, che ha avuto l'incredibile risultato di dilatare il tempo e avere un atteggiamento piu' calmo e riflessivo rispetto alle situazioni. E' implicito in questo discorso anche il senso di profonda liberta' che si respira in questo paese, dove le persone quando ti incontrano magari ti sorridono pur non conoscendoti, ma non si girano a guardarti e tanto meno spettegolano alle tue spalle.
Il mio compleanno che ha coinciso con l'entrata a ' Las Mariposas ' e ha segnato l'inizio di una nuova fase della mia vita, che la malattia, oramai superata, ha reso piu' consapevole soprattutto nei sentimenti e nel rapporto con le altre persone.
Continuo a fare le solite cose, ma quello che e' cambiato e' l'atteggiamento che mi permette di non dare PIU' nulla per scontato e anche la doccia mattutina ha un non so che di magico, come fare colazione seduta a tavola insieme con Pietro, come non mi e' mai riuscito in Italia. Piccoli cambiamenti che incidono profondamente sulla qualita' delle mie, delle nostre giornate. Ora mentre sto scrivendo sulla terrazza affacciata sulla baia di Sosua, vedere mio marito che in compagnia dei nostri biralata, Bobby e Pincha, innaffia il giardino, non ha prezzo. Anche lui e' rilassato, soddisfatto del buon lavoro che sta facendo, e se non fosse per la mancanza delle visite ai suoi adorati musei che solo in Europa puo' trovare, non vorrebbe lasciare l'isola. Ma in Italia ci aspetta un appuntamento risolutivo per la sua salute e a questo proposito voglio spendere due parole di elogio per il nostro servizio sanitario che davvero per la disponibilita' nei confronti di ogni malato, rappresenta nel mondo un'eccellenza. Solo per noi italiani residenti all'estero e' possibile tornare in patria per un intervento chirurgico o farsi arrivare le medicine pagando il ticket. E' indispensabile solo essere residenti anche in Italia....
Per coloro che invece per qualche motivo non hanno piu' la residenza nell'italico paese o non sentono la necessita' di curarsi acasapropria e risiedono a Sosua e d'intorni, a Santiago c'e' un centro d'eccellenza.
Ma tralasciando le notizie tecniche che gli interessati possono recuperare facilmente su internet, voglio concludere questo articolo con un 'GRAZIE', gridato dal profondo del Cuore, all'Universo, che mi ha portato in questa isola meravigliosa dove mi sembra di essere sempre stata e che adoro. Ogni giorno e' davvero il primo giorno della mia nuova vita. Quando mi guardo vivere nella nuova casa e ammiro il panorama attraverso le pareti di cristallo, mi rendo conto che la realta' ha superato di gran lunga l'immaginazione!!!!
A coloro che vogliono fare una puntatina esplorativa a Sosua, ricordo che mi possono inviare una email ed io saro' ben lieta di soddisfare le loro curiosita' e se lo desiderano di metterli in contatto con David Ferreiras, titolare della Daf e mio grande amico che, tra l'altro, parla e scrive anche in italiano dal momento che sua moglie e' veneziana.
Un abbraccio generoso



IL BRUCO E' DIVENTATO FARFALLA

Las Mariposas hanno messo le ali

Oggi 13 febbraio sono due giorni che vivo nella mia nuova casa affacciata sull'oceano Atlantico, che ho chiamato ' Las Mariposas'. Come di regola in queste occasioni, ho varcato la soglia tra le braccia di Pietro che ha voluto festeggiare cosi' il mio compleanno. A cena abbiamo mangiato pizza margarita, come la chiamano qui a Sosua, insieme alla coppia dei nostri amici piu' cari: Cinzia e David.
Mentre comincio a vivere la casa ed ad appropriarmi degli spazi e a creare i miei angoli preferiti, l'idea che di cui vi ho accennato nel precedente articolo prende sempre piu' forma ed il significato della malattia diviene sempre piu' chiaro.
Secondo Louise Hay l'ipertiroidismo e' legato al sentimento di esclusione da qualcuno o da qualcosa....ed e' allora che riflettendo su questa idea, e ricordando diversi episodi, mi rendo conto che mia madre e i miei fratelli sul piano pratico e mio padre sul piano affettivo, mi hanno considerata una persona scomoda ed imbarazzante, tenendomi fuori dalle loro complicita' e durante i miei cinque anni da ' single di ritorno' dopo il divorzio, il loro timore era che potessi tornare a vivere con loro....come si dice: ' non e' che chi e' uscito dalla porta, rientra poi dalla finestra! ' con queste parole mi accolse uno dei fratelli, quando andai a trovare i miei dopo appena un mese dalla separazione. Questa presa di coscienza da ragione anche del molto tempo in cui ebbe inizio la malattia. Ho voluto riprendere il discorso sulla malattia, solo perche' da essa prende significato la mia decisione di venire a vivere qui ai Caraibi e soprattutto di scegliere e avere per la prima volta una casa a mia dimensione....la casa che rispecchia me stessa, il mio modo di vivere.... moderna, lineare, essenziale ma....arricchita da un lampadario, un quadro, una consolle d'epoca secondo lo stile classico e morbido di Pietro. Certamente tutto questo non puo' essere un caso, ma il modo in cui l'Universo mi ha voluto dimostrare che non e' mai troppo tardi per realizzare i propri desideri, e che la Fede soprattutto quando infuria la tempesta da' la giusta direzione alla propria vita...perche' ricordiamoci sempre che ' La Vita si prende cura di noi' solo se ci affidiamo, lavorando magari sulle nostre convinzioni depotenzianti. Ora che finalmente il bruco ha rotto il bozzolo e ' Las Mariposas' ha messo le ali, Pietro ed io ci godiamo la nostra casa ancora per un mese, prima di rientrare in Italia, ben felici dei tanti amici che passano a trovarci magari per un buon caffe' dominicano o un bicchiere di Brucal.
Come mi ha scritto mia cugina, dopo aver visto le foto...e' proprio la tua casa, piena della tua energia che e' tornata a fluire dentro e fuori di te!

Un abbraccio generoso



VA TUTTO BENE, TUTTO OPERA PER ILMIO BENE PIU' GRANDE....


...Al di fuori di questa esperienza puo' arrivarmi solo il bene. Sono al sicuro. Lascio che accada e mi affido a Dio.... Questa affermazione positiva ha accompagnato i miei giorni da ottobre fino ad oggi e credo che lo fara' ancora per un po' di tempo. Dopo l'ultimo articolo, che risale appunto al mese di ottobre, non sono stata piu' in grado, almeno fino a due settimane fa, di scrivere nulla perche' una grave crisi ipertiroidea si e' manifestata all'improvviso come una una tempesta che 'aleggiava' nella mia vita ormai da piu' di trent'anni. Non e' questo il momento per una dissertazione medica, ma piuttosto per una spiegazione che rassicuri i miei lettori che non li ho dimenticati. Nei giorni piu' intensi della malattia la vostra presenza mi e' stata di conforto, soprattutto quando tutto cio' in cui credevo, i miei valori, le mie convinzioni potenzianti, i miei sogni, sembravano andare in frantumi.
Come sempre in questi casi, solo coloro che ci sono passati sanno cos'e' una tempesta tiroidea con l'ansia che porta con se', gli attacchi di panico, la depressione, i pensieri ossessivi e le paure che ben presto si trasformano in angosce profonde. Sto ancora guardandomi dentro per poter leggere il messaggio che l'ipertiroidismo reca con se'. Sicuramente, come afferma Louise Hay, ha a che fare con l'essermi sentita esclusa da qualcuno o da qualcosa. Una idea ce l'ho, ma prima di metterla nero su bianco sul blog ne voglio esser certa. In ogni modo ogni malattia e questa non fa eccezione, e' il modo 'drammatico' che la Vita usa perche' apprendiamo una lezione, quando, nonostante i molti tentativi precedenti, non siamo stato in grado di imparare consapevolmente e naturalmente la lezione.... in altre parole una bocciatura dolorosa, ma necessaria. In fondo siamo qui per imparare e la malattia e' un ottimo strumento di apprendimento purche' usiamo l'atteggiamento corretto per scoprire e saper leggere cio' che il corpo ci vuole comunicare, in accordo con il principio di ' come sopra cosi' sotto, come dentro cosi' fuori' di ermetica memoria!
Ad esempio io sto imparando ad affrontare le cose con piu' calma ed ora anche una passeggiata e' davvero un dolce' lento pede' e non una corsa per arrivare il prima possibile chissa' dove. Ogni passo e' scandito da ' Mi dispiace, Perdonami, Grazie, Ti amo' i quattro passi sulla via del Cuore, che mi rassicurano che tutto procede per il meglio.
Anche durante le conversazioni con mio marito e gli amici, parlo molto meno e ascolto molto di piu'. Sono finalmente in grado di permettere all'interlocutore di esprimere un'idea senza interromperlo. Ma soprattutto ho compreso che e' importante per me fare l'esperienza della pazienza. Lo so che e' la sfida piu' dura, ma proprio per questo la piu' significativa per la mia crescita.
Vi ho esposto per grandi linee il ' mio ipertiroidismo ' e vi lascio con una indicazione che e' molto di piu' di un suggerimento perche' e' davvero un 'salvavita'. Quando si presenta un sintomo di natura psichica, prima di correre dallo psichiatra, o peggio di evitarlo per paura della malattia mentale, fatevi un check – up fisico completo. Se mi fossi comportata in questo modo avrei scoperto molto prima il mio disturbo!
Grazie a coloro che mi hanno scritto in questo periodo per avere delle informazioni e grazie anche a tutti coloro che, ne sono certa, non si sono dimenticati di me come io di loro. Un ringraziamento dal profondo del cuore a mio marito che mi e' stato vicino con pazienza, coraggio e infinito amore! Grazie Pietro....senza il tuo aiuto non ce l'avrei davvero fatta....e grazie alla coppia di amici dominicani che mi hanno accolto con affetto e mi hanno accompagnato verso la strada della guarigione. Grazie Cinzia, grazie David!

Un abbraccio generoso