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Il blog di Claudia Mancini

maggio 2015

8 MAGGIO 2015 IL MIO IMPRENDITORE LIBERO COMPIE UN ANNO



"L'otto, primo cubo di un numero pari e doppio del primo quadrato, bene esprime la potenza di Dio"
( Plutarco)

Domenica prossima sarò a Verona per spegnere la mia prima candelina di Imprenditore Libero. Un anno fa, esattamente l'8 maggio, aveva inizio la nuova avventura di questo viaggio entusiasmante, chiamato Vita, la mia Vita.
La sensazione che questa ' Metodologia dei 5 anelli ', fino ad allora a me sconosciuta, sarebbe stata per me un'esperienza davvero 'speciale e extra ordinaria', di quelle per intenderci, che mi avrebbero cambiato la vita, si è fatta strada dentro di me sin dalle prime battute del mio colloquio onSkype con la consulente di PiùchePuoi Stefania Zavatarelli, trasformandosi in certezza, quando ho saputo che il fatidico giorno di inizio sarebbe stato, per Caso e non a caso, proprio l'8 di maggio.
Se la mia aspettativa fosse stata quella di partecipareal solito ' corso' , forse un po' più strutturato, organizzato, ma in buona sostanza, uguale ai diversi ' workshop', frequentati fino ad allora, avrei commesso un grave errore perché nella realtà ho partecipato a 'Imprenditori Liberi' con tutta la concretezza, l'autenticità e il vissuto di una esperienza unica, condivisa con i miei compagni d'avventura e lo staff di formatori che non ci hanno mai lasciati soli, sempre disponibili a qualunque ora del giorno e della notte.
E il finale era scontato perché, a partire dall'8 maggio 1993, giorno in cui mio padre è tornato a Casa, e prima ancora l'8 novembre 1990, quando ho conosciuto Pietro che avrei sposato l'8 dicembre 1992, il numero otto, in ogni sua forma, ha contrassegnato 'inequivocabilmente' gli avvenimenti grandi, piccoli, più significativi e, ad ogni modo, necessari al progredire del mio processo di crescita personale, con i quali l'Universo ha scelto di costellare il mio percorso e di fronte ai quali mi sono abbandonata con fiducia, assolutamente 'certa' che ogni episodio che recava con sé questo numero aveva l'imprimatur più elevato, quello del Padre Celeste…
Immaginate quindi l'eccitazione, mista a stupore, che ho provato quando la receptionist dell'hotel, consegnandomi la chiave, mi ha detto “ secondo piano, in fondo al corridoio a sinistra, stanza numero 8.” Con il cuore che batteva forte sono entrata, scoprendo che la mia compagna di stanza non solo aveva il mio stesso nome, ma per giunta era come me un acquario, essendo nata per l'esattezza l'8 febbraio…Era davvero troppo per liquidare la situazione come semplice 'casualità' e, quando Claudia ha provato a mettere in dubbio le mie convinzioni sul numero 8, le ho risposto un po' piccata, invitandola a riflettere che il suo giorno di nascita insieme con la 'sua' decisione di essere lì, in quel momento, in quella stanza di quell'albergo, 'esisteva' e aveva preso forma in modo assolutamente autonomo ed indipendente dal significato che da tempo avevo attribuito al 'mio numero' e proprio per questo la connetteva, suo malgrado, ad esso, dimostrando così la 'sincronicità' degli eventi. Nei giorni seguenti inoltre, Claudia sarebbe stata l'inconsapevole messaggera di altri elementi che mi avrebbero riportato alla mente alcuni episodi, 'quasi' dimenticati, della vita di mia madre, di cui ero stata testimone da bambina.
La sensazione di stare lì dove volevo, potevo e dovevo essere, si è rivelata esatta non solo durante i tre giorni di Verona, ma soprattutto, durante i drammatici momenti vissuti pochi mesi dopo, tra le mura di casa, di qua e al di là dell'oceano. E' stato allora che la presenza del numero 8 ha manifestato la sua valenza di elemento catalizzatore, ancorandomi alla meta e, nonostante tutto, mantenendomi sulla rotta.
Annientata dalle sensazioni fisiche di un dolore incommensurabile e un'angoscia indescrivibile, ho rischiato di perdermi, di 'uscire' per non rientrare.
Non ce l'avrei fatta se non fosse stato per la presenza costante e amorevole di coloro che mi vogliono bene. Mio marito che ha vegliato anche il mio sonno; la mia domestica Danielina, che silenziosa, ha arginato le mie farneticazioni; mia cugina Marcella che, con un entusiasmo che non provava, mi ha rassicurato che ce l'avrei fatta; mio figlio che, con voce timida, ogni mattina con una telefonata mi chiedeva ' mamma, come stai?'; il mio amico Don, don Marco che, dopo essersi trovato ad essere testimone, suo malgrado, dei momenti più impegnativi della mia crisi, rispondeva alla mia richiesta, ricordandomi nelle sue preghiere; il mio Avatar che, dopo essere stato al mio fianco, seguendomi con il passo cadenzato delle sue quattro zampe, nei lunghi pellegrinaggi, senza meta per le vie di Roma, mi faceva compagnia sul divano, guardandomi con i suoi occhi colmi di tristezza, in attesa di una parola e di un gesto d'affetto. Sono stati momenti nei quali la ' mia fiducia nel Padre Celeste ' e nei suoi messaggi è stata messa a dura prova. Non volevo, non potevo e non dovevo credere di averla mal riposta o peggio ancora di essere stata tradita, ingannata da Lui. Tutto il dolore, la confusione e la disperazione non sono riusciti però a spegnere la luce della Fede che, tenue, ha continuato a brillare nelle tenebre dell'abisso in cui ero precipitata.
E' stata la mia buia notte dell'Anima, quando ho incontrato i ' mostri dell'Id ', che ho combattuto, ai quali finalmente mi sono arresa, accettandoli come parti di me e soltanto attraverso la forza rassicurante della Fede li ho lasciati andare una volta per tutte per non farli tornare mai più.
Ho attraversato la tempesta tiroidea,con i suoi gorghi mentali, i turbini psicologici e le saette emotivee ne sono uscita più forte, libera, e coraggiosa. Con più amore, compassione e gratitudine da offrire a me stessa e a gli altri. La ferita di un nucleo vecchio e profondo si è rimarginata. I ricordi di un passato ormai lontano hanno finito di sanguinare. Le lacune di una coscienza 'inconsapevole' sono state colmate di sapere e….niente sarà più come prima e il meglio deve sempre ancora venire!

Un abbraccio generoso