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Il blog di Claudia Mancini

agosto 2015

LA REALTA' EnERGOLOGICA



' Ciò che è logico per la mente, non è logico per la natura'.
Da quando ho finito di leggere ' La guarigione è dei pazienti ' di Maria Gabriella Bardelli, il concetto, espresso in questa frase, mi torna e mi ritorna incessantemente alla mente. L'interpretazione creativa dell'aggettivo bio-logico da parte dell'autrice, ponendo l'attenzione sul processo di pensiero piuttosto che i temi, attinenti alla Natura, arricchisce di significato le 5 leggi biologiche della Nuova Medicina del dottor Hamer. Da questo nuovo e diverso significato di biologico è partita la mia ricerca di un nuovo vocabolo per indicare la logica dell'energia, e, più precisamente, dei principi che ne costituiscono l'essenza e ne governano l'andamento, indipendentemente e autonomamente, da qualsivoglia condizionamento o volontà esterna.
In altre parole è oramai accertato e accettato dai fisici quantistici che le 'cose materiali' in realtà sono un campo di particelle in movimento. La loro maggior o minore solidità è determinata dalla minore o maggiore frequenza del movimento di queste particelle.
Non trovando, tra quelle riportate dal vocabolario, la parola adatta, ho coniato i termini energo-logico e energo-logica per descrivere e definire le leggi inerenti la realtà energetica.
Troppo spesso, per non dire sempre, senza rendercene neanche conto, applichiamo la logica della mente, per spiegare fenomeni, capire situazioni e descrivere comportamenti, ignorando i principi dell'energia che li sottende.
Non so se vi siete mai chiesti perché un pensiero positivo attira a sé un altro pensiero positivo, in una catena senza fine….uno tira l'altro, come le ciliege! Beh, la risposta è nel principio MAKIA della filosofia Huna, quella per intenderci, di Ho'oponopono, che afferma che ' l'attenzione va dove si dirige l'energia ' e viceversa. Ecco MAKIA è un principio energologico della 'pratica' del pensiero positivo. Le leggi energologiche infatti, in base alla loro applicazione, producono risultati coerenti con la natura dell'energia, anche se non logici per la nostra mente razionale.
Nell'aforisma 'Panta rei', con il quale Eraclito, paragonando la realtà alla corrente di un fiume, afferma che ' Non si può discendere due volte nel medesimo fiumee non si può toccare due volte una sostanza mortale nel medesimo stato', è racchiusa la legge energologica del MUTAMENTO.
Gli effetti della violazione di questo principio, assumono connotazioni diverse nelle diverse situazioni di vita, partendo dalla necessaria crisi adolescenziale per arrivare a quella ultima della fine della vita terrena.
Quando le situazioni ristagnano, quando in una relazione umana non c'è interazione, quando gli elementi di un sistema non hanno libero accesso alle informazioni, quando tra i vertici e la base di un'organizzazione non c'è comunicazione, siamo di fronte ad un blocco 'fittizio ed artificioso' dell'energologico eterno divenire, che non tarderà a manifestare la sua forza, rompendo gli argini, creati dalla logica della mente umana.
Per le leggi energologiche non possono esistere i 'compromessi', i regimi totalitari, le sette, i segreti, se non a costo di un prezzo altissimo per coloro che li pongono in essere. Il benessere dell'umanità perciò è riposto nella consapevolezza, nel rispetto e nell'applicazione di questi principi energologici, che trovano voce nel cuore, e lasciano da parte la mente che mente.





LA MIA ULTIMA E DEFINITIVA USCITA DA FB


All'inizio di questa settimana di Ferragosto sono uscita di nuovo da FB per non accedervi più.
Al mio rientro, più o meno due settimane fa, avevo scritto che ricominciavo la mia esperienza ' in' piuttosto che 'su' FB, non già da dove l'avevo lasciata, ma da adesso, con altre amicizie e con la scatola degli attrezzi nuovi di zecca. Credevo di essere, questa volta, davvero pronta per il più famoso e frequentato social- network della nuova era.
In realtà le cose sono andate oltre le mie più rosee aspettative.
Mi sono infatti bastate solo due settimane, invece dei precedenti 18 mesi, per comprendere che la mia frequentazione in FB, che nel post del mio blog, datato giugno 2012, definii un Ibis Redibis – leggi con clic http://www.lapietradiparagone.org/blog/2012/06/15/FB-%C3%A8-UN-IBIS-REDIBIS.aspx - limitava fortemente la mia libertà di essere e di fare, valore che ho messo al primo posto in una lista di dodici, durante l'esperienza dei tre giorni e delle tre notti all'Accademia degli Imprenditori Liberi.
Ma vado per ordine.
Avendo deciso di amministrare la mia pagina personale, ho telefonato a Franco, il web master, che mi ha informato che non c'era alcun problema a patto che avessi un account FB. Così, dopo averne creato uno, mi sono ri-trovata immersa nel mare magnum del social network, che, tra i molti Imprenditori Liberi presenti, mi suggeriva questo o quel contatto. 'Beh,' mi sono detta ' E' l'occasione per mettermi di nuovo alla prova! ' E detto fatto, in meno di 10 minuti, 30 pagine si sono aperte con le loro immagini colorate, entrando in contatto con 30 persone, alcune mai incontrate dal vivo, con le quali secondo il social avevo perà fino a 52 amici in comune...prodigi della realtà virtuale!
Ho trovato FB rinnovato e, rispetto alla precedente esperienza, soprattutto i primi giorni, qualche difficoltà l'ho avuta. Con una certa soddisfazione notavo però che il mio atteggiamento era più distaccato e i miei commenti meno emotivi. Che fossi sulla strada giusta? Avevo bisogno ancora di verifiche e sono andata avanti a richiedere ed accettare amicizie fino a quando...ho inciampato su uno dei quattordici gruppi di Imprenditori Liberi al quale, a mia insaputa, qualcuno dei miei amici mi aveva iscritto… inutile dirvi che l'ho lasciato seduta stante ( il gruppo, intendo) all'insaputa altrui, questa volta. Quando con una faccina ammiccante, mi è stato chiesto, a posteriori, se mi faceva piacere essere inserita in un gruppo, ho risposto che era meglio evitare perché sentivo qualsivoglia gruppo limitativo della mia libertà.
E' allora che ho riportato alla mente, la lunga notte, passata lì, nel luogo magico dell'Accademia, dove ho ritrovato ciò che credevo perduto… ed è allora che, in un lampo ogni ricordo si è rischiarato e… ho ringraziato di cuore l'Accademia, il suo posto magico, il direttore Giangiacomo Cristanelli, la signora Mazzolini, i signori Cardi e Zanuso, i Templari e, last but not least, me stessa per non aver perso la direzione e la rotta del mio Essere in Divenire!
Ora in FB è rimasta soltanto la pagina alla quale si accede attraverso il blog, cliccando sull'icona della F bianca su sfondo azzurro. Solo coloro che sono tanto curiosi da superare le proprie resistenze, avendo la voglia di cercare e cliccare il link sul motore di ricerca, scopriranno il contenuto del post che ho scritto proprio questa mattina poco prima dell'alba!
Un abbraccio generoso

Maria Claudia Mancini @_@

ITALIANO...QUESTO SCONOSCIUTO



Qualche giorno fa in un commento su FB ho letto che nel marketing, solo il 7% del processo di vendita dipende dal prodotto, il restante 93% dipende da chi lo vende, richiamando perciò l'attenzione sulla necessità per i venditori di 'fare formazione'.
Tralasciando la considerazione che questa percentuale del 93%, con variazioni di poco conto, a mio parere, entra in gioco in ogni situazione in cui la persona si relaziona con un'altra, (l'anello – uomo nella metodologia dei 5 anelli, tanto per intenderci), di fronte a questa affermazione mi sono chiesta “Chissà se questa formazione include anche un bignami di grammatica ed ortografia italiana?” “Mmmm...da quello che leggo qua e là nel web, mi sa di no!”
Per esperienza so che l'argomento è piuttosto controverso e, per lo più, gli errori di italiano dei madre- lingua, in alcuni casi, veri e propri 'orrori', sono ignorati dal lettore o spiegati come refusi, o distrazioni.
E' da evitare nel modo più assoluto qualunque tipo di correzione se non si vuole essere etichettati di razzismo linguistico!
A mio parere infatti, la tolleranza illimitata per coloro che ignorano le più elementari regole di ortografia della propria lingua, ha origine da una autentica avversione, dissimulata da un eccessivo e quanto mai artificioso apprezzamento per chi, come la sottoscritta, prova solo ad accennare il proprio disappunto di fronte a questo 'analfabetismo' della nuova era. Ti capita allora, come è capitato a me, che l'interlocutore, facendo valere la sua esperienza ventennale di valutatore di curriculum e questionari, chiami in causa addirittura suor Maria Teresa di Calcutta, usando a sproposito le citazioni della religiosa.
Questo atteggiamento di massiccia svalutazione della lingua italiana, diffuso oramai non solo nelle famiglie, ma anche tra gli insegnanti, gli educatori e i formatori, ha rafforzato nei giovani la tendenza a privilegiare l'inglese a discapito, sempre e comunque, della lingua italiana, che, malgrado loro, rimane la lingua-madre della terra in cui sono nati, cresciuti e continuano a vivere.
Avrei ancora molto da scrivere, ma non è nelle mie intenzioni elaborare una nuova grammatica della lingua italiana (ci manca solo questo e... poi siamo proprio a posto… come si dice dalle mie parti! :-) e d'altro canto ora è sufficiente aprire una pagina Google per avere bell'e pronta anche l'enciclopedia Treccani… e volendo... si può attivare il correttore, anche vocale, su l'Iphone e, fatevi un regalo...quando il correttore del vostro PC vi sottolinea con le 'ondine rosse' una parola...vincete la vostra proverbiale pigrizia...fate uno sforzo e andate a verificare su Google. Vi garantisco che scoprirete e imparerete cose molto interessanti!
Per concludere questo post, come merita, ringrazio di cuore: la mia maestra delle elementari, signora Splendore. La mia professoressa di lettere al ginnasio, signora Paoletti. Le mie compagne di classe per aver riso dei miei strafalcioni. I miei amici per avermi corretto. I miei genitori per avermi mandato in una buona scuola. Google per offrirmi su un piatto d'argento, con un click, le risposte. E soprattutto ringrazio me stessa per aver saputo tener in conto e fatto tesoro di ogni suggerimento e ogni indicazione. E, salendo ogni volta la scala della conoscenza della lingua italiana, mi ha portato ad essere quella che sono ora. Grazie!!!
Un abbraccio generoso

Maria Claudia Mancini