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Il blog di Claudia Mancini

IN PRINCIPIO FU

….

ovvero la parola creatrice della nostra realtà

Con le nostre agende fitte di cose da fare e con il mito dell'efficienza, che incalza dietro le nostre spalle e quelle dei nostri figli sin dalla più tenera età, sembra anacronistico e, in certi casi, di nessuna utilità rendersi conto del forte impatto che le parole e il linguaggio in generale, come espressione verbale dei pensieri, hanno sulla realtà di chi parla e di chi ascolta.
L'aforisma ' ferisce più la lingua ( o la penna ) che la spada' è molto di più di un modo di dire perché è necessario tenere a mente che le parole, in ogni caso, danno forma, in- formano, attraverso le emozioni e le immagini, il vissuto dell'esperienza e l'atteggiamento con il quale leggiamo e guardiamo alla realtà.
Dal punto di vista energetico infatti, i pensieri vibrano ad una frequenza maggiore delle parole e le parole, a loro volta, vibrano ad una frequenza maggiore rispetto alle azioni. Ed è per questo motivo che se si vogliono creare esperienze piacevoli nella propria vita non basta scegliere pensieri orientati alla positività e correlati alle emozioni piacevoli, ma è necessario anche scegliere con cura le parole che danno espressione a questi pensieri, usando un linguaggio appropriato con la medesima frequenza vibratoria.
Per approfondimenti qui trovate il link di youtube sugli studi su i cristalli d'acqua del 'l'uomo dell'acqua', il dottor Masaru Emoto.
In questa ottica non c'è posto per il ' così tanto per dire ' e per le parolacce che saranno evitate non solo per educazione. Facciamo del nostro meglio per cancellare dal vocabolario quelle parole che ci risuonano sgradevoli in corrispondenza del plesso solare. E quando accadrà, perché state sicuri che accadrà ;) di 'perdere le staffe', usando parole in risonanza, potete rimanere agilmente in sella, cancellandole con un gesto della mano per sostituirle con esclamazioni più leggere e tutto sommato divertenti!
Vi assicuro che gli effetti piacevoli dentro e fuori di voi arriveranno quanto prima e, con un po' di impegno da parte vostra, li noterete con facilità.
Comincerete a sorridere sentendovi esclamare ' perbacco' ' accipicchia' ' per dindirindina' ' oibò' , e addirittura ' viva Maria', risollevando magari anche il morale di chi vi sta vicino.
Un'altra semplice strategia utile ad eliminare la dannosa quanto inutile abitudine della critica che, detto fra noi, fa più male a chi la esprime che a chi è indirizzata, è quella di trasformarla nell'immediato in un apprezzamento per noi stessi. Così tanto per fare un esempio il ' quanto è brutto il vestito del Tal de Tali!' diventerà ' oggi mi sento proprio bene nel mio bel vestito!' Con il tempo e la pratica, sempre per l'effetto risonanza, vi sarà più facile passare dall'auto apprezzamento all'apprezzamento delle qualità altrui.
Quando si comincia a giocare ' al nuovo paroliere', come mi piace definire questo nuovo modo di usare le parole, vi rendete conto, con un certo sgomento, che l'abitudine a determinate parole vi renderà meno facile trovare le parole omologhe positive. Eppure la lingua italiana è più ricca di parole gioiose che del resto...sta a noi e al nostro impegno sviluppare con la pratica, nel cervello le sinapsi nuove di collegamento con le nuove parole.
Mi auguro che questo post cada sotto gli occhi curiosi dei giovani che a volte, solo per sentirsi grandi ed esprimere il loro personalissimo senso di libertà, acriticamente usano un linguaggio che danneggia il loro fisico e fa male soprattutto alla parte migliore di Sé.
Un abbraccio generoso





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