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Il blog di Claudia Mancini

novembre 2016

PERCHÉ DONALD TRUMP FOR PRESIDENT ORA



...Forse alla White House ignorano che Trump, negli Stati Uniti, come in Italia, è stato invitato a raccontare in alcuni workshop a) il motivo per cui ha, prima, perso per intero il suo patrimonio, assumendosi la totale responsabilità della perdita con 900 ML di dollari di debiti e b) in che modo, poi, è riuscito a risalire la china, estinguendo il debito ed ad essere ora più ricco di prima. In fondo Trump è il prototipo del self- made man USA. In questi primi anni della nuova era doveva vincere....
Grazie Valeria e non me ne volere per la lunghezza del commento!!!

Questa la mia risposta al commento FB di Valeria : E poi ci prendevano in giro perché avevamo Berlusconi.. . parola per parola, punti esclamativi compresi!
Per come la vedo io infatti, caro lettore e cara lettrice, in questi primi anni dell’Era dell’Acquario, che – per alcuni entrerà astrologicamente nel 2017 – la scelta di Donald Trump for President era scontata.
E ora, con un po’ di pazienza da parte tua, caro lettore e cara lettrice, ti spiego il perché. Per fare questo è necessario che ti dia qualche informazione, se ancora non ce l’hai o semplicemente ti riporti alla memoria quello che già sai, sulle Ere Astrologiche.
Le ere astrologiche, chiamate anche Ere zodiacali o eoni, sono archi di tempo, di circa 2000 anni - anno più, anno meno - che rappresentano la suddivisione dell’età del mondo in relazione ai 12 segni zodiacali, dai quali prendono il nome e gli elementi che le caratterizzano.
I sacerdoti della Mesopotamia, fondatori e in assoluto i primi esperti di astrologia hanno potuto suddividere l’età del mondo, correlandola ai 12 segni zodiacali, sulla base dello studio della ‘precessione degli equinozi’. Senza voler approfondire un argomento complesso e poco intuitivo, caro lettore e cara lettrice, ti basta sapere che per effetto di questo fenomeno astrologico, il susseguirsi delle Ere è retrogrado rispetto a quello dei segni zodiacali. Insomma: il segno dell’Acquario viene prima di quello dei Pesci, l’Era dei Pesci invece precede l’Era dell’Acquario.
Perciò convenzionalmente: il 2000 è stato l’anno 0 dell’Era dell’Acquario. Il 4000 sarà l’anno 0 dell’Era del Capricorno.
Ogni Era è caratterizzata dagli elementi distintivi del segno zodiacale di cui porta il nome. Questo significa che i valori dell’amore, dell’altruismo, della dedizione, della carità, della sofferenza e del sacrificio, che qualificano gli eventi, le situazioni e i comportamenti e gli atteggiamenti di coloro che sono nati sotto il segno dei Pesci, danno l’imprinting all’Era omonima. E si ritrovano nel linguaggio, nei modi di dire e nei vocaboli ripetuti nell’Era appena trascorsa e ancora usati per mettere in risalto e dare valore: alla fatica del duro lavoro, alla stabilità, alla rinuncia, alla povertà, alla penitenza, al dovere e al conformismo ai diktat della autorità.
Idee e principi questi dissonanti con i tratti distintivi della attuale Era, l’Era dell’Acquario, improntata invece alla libertà di essere e di agire, all’autonomia di pensiero, all’originalità, al rinnovamento, all’imprevedibilità, all’estemporaneità e a credere l’impossibile per renderlo possibile.
In particolare in questa Era che per molti è appena cominciata e per alcuni comincerà l’anno che viene, sta prendendo sempre più spazio nella coscienza delle persone la consapevolezza del potere personale della libertà di scelta.
Ognuno di noi se vuole, può e, se non può, deve in ogni caso, per non dire ad ogni costo, uscire dalla trappola delle abitudini e mettersi in gioco per raggiungere gli obiettivi prefissati. Oramai, caduto in disuso il mito della sicurezza ad oltranza, chi più chi meno, sono tutti d’accordo nel riconoscere che la vita, comunque vada e al di fuori delle scelte – fatte e non fatte – è ‘rischiosa’. É un dato di fatto e non c’è niente da fare: i rischi ci sono e ci saranno sempre perché sono una parte vitale del vivere e hanno la funzione di spingerci ad andare avanti e procedere lungo il cammino. Sono loro, in pratica, caro lettore e cara lettrice, a dare sapore alle tue esperienze, altrimenti così piatte e noiose, tanto da toglierti la voglia di impegnarti per raggiungere i tuoi obiettivi. Oggi non hanno più valore i diversi leitmotiv ...‘ ma chi me lo fa fare’... ‘non ne vale la pena’...‘chi si accontenta gode’ ‘carpet’ sonori, consunti dal tempo e del tempo quando il rischio era la bestia nera da evitare ad ogni costo.
Ora il rischio si corre...si mette in conto...perché intensi si fanno sentire il piacere della scoperta...la soddisfazione della riuscita...il gusto della sfida.
Ecco! Per come la vedo io, questi innovativi paradigmi dell’Era dell’Acquario sono stati ben rappresentati dal successo di Donald Trump for President e dalla sua vittoria sulla forte opposizione dei media e dell’establishment americano.
La storia di Trump è quella di un imprenditore a nove zeri che, durante la recessione del 2007, che ha visto il crollo del mercato immobiliare e finanziario statunitense, diversamente da altri imprenditori che si sono considerati vittime della crisi, dichiarò alla stampa di sentirsi l’unico responsabile della perdita del suo intero patrimonio e del cumulo dei debiti contratti personalmente, per aver dato fiducia a un giornalista che in una intervista lo aveva definito ‘così spudoratamente ricco da non aver più bisogno di impegnarsi a lavorare’. In quell’occasione l’odierno Presidente degli Stati Uniti, pur provando fastidio per quella dichiarazione che sapeva non solo essere falsa e anche fatta ad arte per fiaccare la sua determinazione al successo finanziario ed economico, lasciò che la verità altrui soppiantasse la propria. Fu l’inizio della fine... solo in apparenza!.
Trump infatti, con buona pace dei suoi molti detrattori, meno numerosi però dei suoi sostenitori e solo invidiosi dei suoi successi, finì in miseria, più povero di un homeless che, diversamente da lui, non era un debitore per l’indicibile cifra di 900 milioni di dollari!
Tant’è! l’imprenditore e finanziere americano, abituato da sempre a considerare l’insuccesso non già un fallimento e solo una fase inevitabile e transitoria lungo il cammino che porta al successo, non mollò mai la presa fino a quando trovò la soluzione al suo problema. Strenuo sostenitore della trattativa in nome dei reciproci interessi, nel momento in cui non aveva più nulla da perdere e tutto da guadagnare, fece un accordo con le banche: a fronte del suo impegno a restituire fino all’ultimo centesimo di dollaro gli avrebbero messo a disposizione un fax, un’auto e un milione di dollari, quello che gli serviva per tornare a produrre denaro. E Donald Trump, caro lettore e cara lettrice, fece questo e molto altro! Dopo aver saldato per intero i suoi debiti, si mise alla ricerca di una nuova libertà finanziaria. La sua personale crisi economica non era passata invano, però!
E aveva imparato due cose molto importanti: 1) per comprendere fino in fondo ilvalore di ciò che si ha, bisogna perderlo. 2) Per comprendere fino in fondo il valore di ciò che si è, bisogna perdersi! E lui era stato un campione in entrambi i casi. Alla fine Trump si è reso conto di essere diventato un ricco consapevole, per dirla come i money surfers Davide Franceschini e Enrico Garzotto di www.moneysurfers.com

Insomma in poche parole: Trump è l’uomo giusto al momento giusto e al posto giusto. E la sua vittoria elettorale alle presidenziali di questo 8 novembre 2016 era allineata...alla volontà degli elettori...alle capacità del candidato...e alle necessità della nazione. Donald Trump voleva, poteva e doveva essere il 45° Presidente USA.